Guerra in Ucraina oltre 40 morti La rabbia di Putin «Accordi violati»

VLADIMIR PUTIN 1

MOSCA L’Ucraina orientale sprofonda verso la guerra civile. Le decine di morti e di feriti a Odessa e Slvjannsk sembrano poter segnare un punto di non ritorno.
L’episodio più drammatico a Odessa dove, al termine di una giornata di violenti scontri tra opposte fazioni, un edificio ha preso fuoco trasformandosi in una trappola mortale per decine di persone: 38 i morti secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno ucraino; 30 soffocati dal fumo e 8 sfracellati a terra dopo essersi gettati dalle finestre. L’incendio, certamente doloso, sarebbe stato appicatto dalla frange filoucraine più radicali. Mosca ha accusato Kiev di «comportamente criminale». La città che si affaccia sul mar Nero ha vissuto tutta la giornata all’insegna della violenza scoppiata quando squadre di picchiatori filo russi hanno aggredito manifestanti pro-Kiev provocando almeno quattro morti e decine di feriti.
Nel frattempo anche a Slavjansk si vivevano ore drammatiche con violenze molto più assimilabili a un teatro di guerra. L’esercito di Kiev ha lanciato un’offensiva contro i ribelli separatisti che però hann dimostrato di avere in dotazione armamenti tali da escludere qualsiasi spontaneità di resistenza. E così, utilizzando sistemi missilistici anti aero “Manpads”, trasportabili a spalla, i separatisti hanno abbattuto tre elicotteri di Kiev: non chiaro il numero di morti – probabilmente 3 – e dei feriti. Si è combattuto nelle campagne e alla periferia del caposaldo della protesta armata filo-russa. Gli ucraini hanno affermato di aver occupato «metà» di Slavjansk e di aver sgombrato una decina di checkpoints con l’uso delle autoblindo, spesso rallentate da civili che si frappongono come scudi umani. Verifiche indipendenti sostengono, al contrario, che numerosi posti di blocco in periferia e il centro cittadino – pieno di barricate – sono nelle mani dei separatisti. 
LE OPERAZIONI UCRAINE
Alle 4,30 del mattino di ieri è partito il blitz ucraino. Dopo poche ore gli abbattimenti degli elicotteri. «Abbiamo per loro tante sorprese» ha avvertito l’autoproclamatosi sindaco Vjaceslav Ponomariov, che ha invitato la popolazione civile a non uscire in strada e a stare lontano dalle finestre. Sono state intercettate comunicazioni in lingua inglese, ha reso noto il ministero degli Esteri russo, che non vuole «interferenze esterne». 
IL CREMLINO
La nuova fase dell’operazione anti-terrorismo ucraina è «un atto criminale», ha osservato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov e viene distrutta l’ultima speranza di vita degli accordi firmati a Ginevra il 17 aprile scorso. Mosca ha richiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. «Mentre la Russia compie sforzi di de-escalation – ha spiegato il rappresentante di Vladimir Putin – Kiev è passata al combattimento aereo, prendendo di mira insediamenti pacifici». A Slavjansk sono impegnate le Forze armate in violazione delle leggi ucraine. Kiev «deve smetterla di uccidere i propri cittadini» è andato giù pesante anche il premier Medvedev. Dopo «l’inizio dell’azione punitiva» Mosca ha perso i contatti con Vladimir Lukin, il suo inviato speciale in Donbass. Il governo centrale ha rispedito al mittente le accuse sulla non applicazione dell’accordo di Ginevra e il presidente ad interim Turchinov ha chiesto al Cremlino di smetterla con la loro isteria. Dopo aver chiuso le frontiere ai maschi russi in età tra 18 e 60 anni, l’Ucraina ha cancellato i permessi di atterraggio agli aerei civili federali a Kharkov e a Donetsk.
Disordini sono segnalati anche in altre zone dell’Ucraina sud-orientale. Milizie separatiste hanno anche occupato la stazione di controllo ferroviaria di Jasynuvata, tagliando l’elettricità e facendo fermare l’intero sistema ferroviario del Donbass. A Lugans dopo una lunga trattativa, sono stati evacuati gli uffici della Procura generale e della televisione, occupati nei giorni scorsi. 

IL MESSAGGERO