Grillo furioso, sindaco verso l’espulsione

Foto Vincenza Leonardi - LaPresse13 10 2012 EtnapoliticaBeppe Grillo sull'Etna, comizio a 2000 metriLa Tappa sul Vulcano Etna , Tour di Grillo a sostegno di Giancarlo Cancellieri , Candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Regione SiciliaNella Foto Beppe Grillo

«Non ce la faccio proprio più. Io posso reggere tutto ma non finire in galera per colpa di qualcun altro. È finita». Lo dice, ascoltata dagli inquirenti durante una intercettazione telefonica, Rosa Capuozzo, sindaco 5 Stelle di Quarto. La telefonata è con Alessandro Nicolais, consigliere e capogruppo del MoVimento del Comune Flegreo, ed è datata 16 dicembre scorso. E ieri i carabinieri hanno perquisito il Municipio, l’abitazione del sindaco e anche l’abitazione del capogruppo del Movimento 5 Stelle che, come la Capuozzo, non risulta indagato. Ma per la prima cittadina di Quarto i pm della Dda di Napoli, nel decreto di perquisizione, tra l’altro scrivono: «Se da una parte il sindaco di Quarto Rosa Capuozzo non appare indagata perché persona offesa rispetto al reato di tentata estorsione aggravata, ha tuttavia una condotta da approfondire perché poco lineare».

È una bomba innescata nel MoVimento 5 stelle il caso di Rosa Capuozzo. Il sindaco di Quarto, alla quale il comintern del partito vorrebbe imporre le dimissioni, appare decisa a fare di testa sua e a tenersi la poltrona. Tra dirigenti e attivisti serpeggia il malessere contro il direttorio, accusato da diversi parlamentari di aver gestito male la vicenda e di aver preteso tardivamente le dimissioni della prima cittadina del Comune alle porte di Napoli. In particolare, diversi eletti lamentano la mancata condivisione di una vicenda che rischia di gettare ombre sull’intero Movimento. Nel mirino, soprattutto il responsabile degli enti locali Luigi Di Maio. Tornano a galla in queste ore antichi malumori legati all’ascesa del vicepresidente della Camera, da molti indicato come candidato premier in pectore per i grillini. «È lui il responsabile degli enti locali – spiega un un senatore – ed è riuscito a trasformare un Comune di 5.000 abitanti nella nostra Stalingrado, un disastro».

Ma la Stalingrado a 5 Stelle non finisce qui, mentre i falchi del partito sono decisi ad espellere dal MoVimento la recalcitrante Capuozzo, Grillo ha ingaggiato un lancio di stracci con contro il Pd e invece di pensare agli affari di casa sua se la prende con gli eletti dem indagati. «A Brescello, il paesino di Don Camillo e Peppone – tuona il leader M5S dal blog – il sindaco Pd Marcello Coffrini ha una profonda stima del boss della ’ndrangheta Francesco Grande Aracri, fratello di Nicolino: “Un uomo gentilissimo, tranquillo, composto, educato e che ha sempre vissuto a basso livello”. Per la Dda di Bologna invece è “un elemento di spicco della omonima cosca della ’ndrangheta di Cutro capeggiata dal fratello Nicolino” e già condannato con sentenza definitiva passata in giudicato per associazione di stampo mafioso».

«Il M5S – aggiunge Grillo – ha chiesto che sia consegnata in antimafia la relazione della Commissione prefettizia su questo paese e su Finale Emilia (Mo), altro comune a guida Pd a rischio scioglimento. Le dimissioni del sindaco non sono mai state prese in considerazione dal Pd. Chiediamogliele tutti insieme: #CoffriniDimettiti».

La risposta non si è fatta attendere. Prima di parlare di Reggio Emilia Beppe Grillo «deve sciacquarsi la bocca». Così il segretario del Pd di Reggio Emilia, Andrea Costa, che prosegue: «E piuttosto venga a prendere lezioni di legalità e buongoverno da queste parti». «Siamo stati noi ad auspicare, già a marzo dell’anno scorso, la commissione prefettizia per fare chiarezza sullo stato delle cose a Brescello – conclude – e oggi aspettiamo l’esito dei lavori».

Il Tempo