Grillo choc: «Vivisezione per Dudù» Pascale: «Per lui uccidere non è reato»

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Ancora una volta Beppe Grillo supera il limite della decenza. Giovedì sera, in un comizio a Pavia, se l’è presa con Dudù, il barboncino di casa Berlusconi, chiedendo che il cagnolino venga affidato alla «vivisezione».

Indignate le reazioni di Forza Italia e del mondo degli animalisti. Francesca Pascale, la compagna di Berlusconi, con una dichiarazione al «Corriere del Mezzogiorno» ha replicato duramente: «È una notizia che Grillo sia favorevole alla vivisezione. Non è una notizia che per lui ammazzare non sia un reato».

Dalla sua pagina Facebook la deputata di Forza Italia Maria Vittoria Brambilla è stata ancora più decisa: «Il leader del Movimento 5 Stelle fa propaganda alla vivisezione e mostra di non sapere neppure che cosa sia l’amore per gli animali. D’altra parte l’ha detto chiaramente, nel suo comizio di ieri a Pavia, che “detesta quei cagnetti”. Così ha offeso i sentimenti di milioni di italiani, non solo dell’86 per cento contrario alla vivisezione, ma in particolare di tutti quelli che convivono con un animale domestico e lo considerano come un componente della famiglia, delle persone anziane alle quali un cagnolino dà compagnia, dei bambini a cui dà gioia». Duro anche il commento dei Verdi, affidato alla portavoce Luana Zanella: «Viene da pensare che quelle di Grillo, che dice di voler vivisezionare il cane di Berlusconi Dudù, siano parole di “razzismò animale”». «La vivisezione – prosegue – è una pratica odiosa che provoca sofferenza e dolore che non solo non può essere oggetto di battute ma che va semplicemente cancellata. La battaglia per i diritti degli animali è una cosa talmente seria che non può essere cestinata solo per fare propaganda o cercare un applauso».

In serata è arrivata la replica di Beppe Grillo, il quale evidentemente deve aver capito di aver fatto una brutta figura e ha fatto marcia indietro: «Sono da sempre contro la vivisezione, sono molto affezionato al mio cane Delirio e auspico una partito-vivisezione attraverso la democrazia».

Il Tempo