I grillini in crisi cercano portavoce: inserzioni on line

BEPPE GRILLO 2
A.A.A. Cercansi addetto stampa che sappia progettare e supportare l’organizzazione di eventi; gestire i comunicati stampa e il database dei contatti; coordinare l’immagine e abbia un’ottima conoscenza dei Social Media. A sorpresa, a chiedere i curricula e le relative specifiche, tramite il sito LinkedIn, è stata ieri la Casaleggio Associati di Gianroberto Casaleggio, l’”ideologo” del Movimento Cinque Stelle che da alcuni anni fa coppia fissa con Beppe Grillo. Finora sarebbero arrivate circa 300 offerte di collaborazione.
Che i 5Stelle, da sempre titolari di una comunicazione autonoma molto originale e diversificata rispetto a quella degli altri partiti, siano a caccia di un portavoce non è una novità di poco conto. Il segnale appare come l’ennesima testimonianza del profondo riposizionamento del MoVimento alle prese con le fibrillazioni dei gruppi parlamentari e con qualche segnale di affanno sul fronte del consenso. 
TUTTI CONTRO TUTTI
Non a caso dopo le espulsioni dei senatori il barometro continua a segnare tempesta. Ieri contro la violenza verbale interna, accompagnata da tanto di buste con proiettili recapitate agli espulsi Orellana e Battista condannate da tutti ma non da Grillo in persona, una senatrice, Elena Fattori, è arrivata ad invocare Gandhi e la pratica del Satyagraha: il digiuno praticato oltre che dal Mahatma anche da Martin Luther King, da Aung San Suu Kyi e da Marco Pannella. 
VOCI INCONTROLLATE
Nel gruppo al Senato dei Cinque Stelle la tensione si taglia con il coltello. I sospetti di tradimento colpiscono addirittura Vito Crimi, primo capogruppo a Montecitorio, nelle prime concitate fasi dell’esordio in Parlamento dell’M5S. Un insospettabile: eppure l’accusa di «intelligenza con il nemico», che per il Movimento è il Pd, colpisce pure Crimi, al quale viene contestato di aver partecipato a cene con esponenti civatiani, la «corrente» del partito di Renzi con la quale sarebbero in contatto i grillini dissidenti.
Le voci si rincorrono a tal punto da spingere Crimi a spiegare; ovviamente su Facebook. «Voglio tranquillizzare chi ha letto preoccupato l’articolo su una cena a cui avrei partecipato con esponenti del Pd di area civatiana, lasciando intendere chissà quali retroscena o tentativi di scouting nei miei confronti». Ricostruisce per filo e per segno l’accaduto («Abbiamo incrociato la senatrice del Pd Ricchiuti…cercava un posto dove andare a cenare e, con un atto di cortesia…l’abbiamo invitata») e infine precisa: «Quindi nessuno scouting, nessuna collusione, nessuna ipotesi di avvicinamenti strategici, nessuna dietrologia…». 
Gli attacchi colpiscono anche il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. «Prima il sottosegretario al governo Letta, poi la vicinanza a Civati, ora una mail in cui avrei difeso i dissidenti: si sta facendo di tutto per raccontare falsità verso la mia persona e il mio lavoro da sindaco, anche dopo i chiarimenti dei giorni scorsi», sbotta, anche lui sui social network, ed annuncia: «Io vado avanti, convinto del mio lavoro e della mia onestà».