Grecia, sì del Parlamento al piano di riforme. Ma Syriza si spacca

TSIPRAS

Il via libera del Parlamento greco al primo pacchetto di misure imposto da Bruxelles è arrivato ben oltre la mezzanotte, deadline ufficialmente fissata dall’Ue. Ed è arrivato dopo una notte tesissima sia nel Parlamento di Atene che fuori, con gli scontri in piazza Syntagma tra polizia e un gruppo di anarchici. I sì sono stati 229, 64 i no, 6 gli astenuti. Ma ben 40 defezioni tra le fila di Syriza. Un via libera senza neppure un applauso nell’emiciclo. Prima Alexis Tsipras aveva pronunciato ben due discorsi davanti ai deputati, con toni drammatici: “A chi pensa che io sia stato ricattato, come pensano tanti ed hanno scritto tanti media nel mondo, dico che nelle 17 ore di Bruxelles avevo di fronte tre alternative: o l’accordo, o il fallimento con tutte le conseguenze, o il piano Schaeuble per una moneta parallela. E fra le tre, ho fatto la scelta di responsabilità”.

Poco prima c’era stata la dichiarazione a sorpresa di Panos Kammenos, leader di Anel, lo junior partner del governo Tsipras che ha annunciato il voto a favore del piano, nonostante le critiche durissime di questi giorni. “Altrimenti sarebbero guai per la Grecia e per l’Europa”, ha detto. I “dolori” per il premier greco sono arrivati invece dal fronte di Syriza con Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze, e Zoe Kostantopoulou, presidente del Parlamento che hanno votato no. E anche il leader del “correntone” di Syriza – il ministro dell’energia Panagiotis Lafazanis – ha voltato le spalle al premier. Annunciando alla fine: “Se Tsipras vuole, il mio mandato è a disposizione”. Il viceministro delle finanze, Nantia Valavani, si era già dimessa nel pomeriggio. I “ribelli” del partito in tutto sono stati una quarantina su 149 (32 i no, 2 gli assenti, 6 gli astenuti). Determinanti sono risultati dunque i voti delle opposizioni di Nea Dimokratia, Pasok e To Potami. Mentre a nulla è valso l’aut aut che il premier aveva lanciato nel pomeriggio ai suoi compagni di partito: “Senza il vostro sostegno nel voto di stasera sarà difficile per me restare premier. O stasera siamo uniti, o domani cade il governo di sinistra”. Le defezioni sono state moltissime e adesso il cammino per il primo governo di sinistra radicale nella storia dell’Ue appare molto difficile.

I ribelli hanno detto no a un pacchetto i cui punti principali – lo ricordiamo – sono l’addio alle agevolazioni fiscali per le isole, la riforma previdenziale con lo stop nel 2022 alle pensioni anticipate e l’incremento dell’iva su pasta, pane e latte. Tutto questo mentre da New York arrivavano le parole del numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde che in un’intervista alla Cnn diceva: “Quella che la Grecia e l’Eurozona hanno davanti è una sfida colossale. Capisco Tsipras, la sua posizione è comprensibile. Ma spero in una rigida tabella di marcia”. A Bruxelles, intanto, si continua a lavorare per il prestito ponte che potrebbe permettere di far riaprire le banche. Si spera di sbloccare la prima tranche di aiuti già venerdì. Ma chi ci sarà, nel frattempo, alla guida del governo di Atene è tutto da scoprire nelle prossime ore.

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