Grecia, si accelera su privatizzazione Pireo e Ferrovie. Pil in crescita a sorpresa

grecia_ue3

Un timido segnale positivo giunge dalla Grecia. Secondo le stime preliminari dell’Istituto di statistica ellenico, Elstat, il prodotto interno lordo è cresciuto nel secondo trimestre dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (-0,2%) mentre ha registrato un’accelerazione dell’1,4% nei confronti dello stesso periodo di un anno fa. Le attese degli analisti erano per una contrazione dello 0,5% su base trimestrale e dello 0,6% annuale.

Sul tavolo dell’Eurogruppo intanto domani c’è, per la Grecia, sia la possibilità di dare il via libera al terzo salvataggio sia l’opzione di un nuovo prestito ponte: lo si apprende da fonti Ue che spiegano come entrambe le procedure siano state già attivate e pronte ad essere applicate. Il Financial Times propone un retroscena su un documento in cui il ministero delle finanze tedesco “elenca le sue obiezioni all’intesa” e titola “Berlino getta sabbia negli ingranaggi dell’accordo”.

La Germania dunque continua a frenare sull’accordo con i creditori. I falchi non sono ancora pronti a chiudere per ferie e a mandare la Grecia in vacanza. Nonostante l’accordo tra ex Troika e Governo Tsipras sul nuovo Memorandum, e la volontà dei greci di approvare già oggi oltre 50 riforme, la Germania è ancora reticente a dare il suo via libera al terzo salvataggio, tanto che il presidente dell’Eurogruppo ha deciso di convocare i ministri in via straordinaria venerdì pomeriggio a Bruxelles per affrontare di persona tutte le resistenze e valutare se procedere con un nuovo prestito ponte, rinviando ancora l’ok finale.

Il nuovo Memorandum d’intesa con tutte le condizioni per ottenere gli oltre 80 miliardi di euro di aiuti è pronto, ed è stato accettato in pieno dalle autorità greche, che si sono anche impegnate ad anticipare la maggior parte delle misure. Oltre 50 saranno già votate oggi dal Parlamento, pronto a dare il suo ok – al netto dei mal di pancia dei deputati di Syriza – alla riforma delle pensioni che abolisce quelle baby, alle privatizzazioni e alla revisione della contrattazione collettiva. Facendo anche «retromarcia» su alcune misure prese in questi mesi senza consultare la Troika, come l’abolizione dei licenziamenti collettivi che da oggi torneranno possibili.

Ma il Memorandum, spiegano fonti europee, non è solo austerità. Anzi, è una critica che non gli si può più fare perché è «un pacchetto duro ma i sacrifici sono equamente distribuiti», pensato con grande attenzione alla «dimensione sociale, per mitigare l’impatto immediato di queste misure», tanto che prevede anche uno schema di reddito minimo dal 2016.

Inoltre, a causa della grave recessione che farà perdere all’economia greca il 2,3% del Pil quest’anno e l’1,3% l’anno prossimo, vengono rivisti gli obiettivi di bilancio, ridimensionando di molto i target sul surplus e ammettendo un deficit per il 2015. Certo, alcune parti del Memorandum sono ancora poco definite, e tra esse proprio quella che la Germania ha voluto con insistenza, cioè il fondo per le privatizzazioni. Ancora non è chiaro chi lo gestirà e come, e quali asset potranno finirci dentro per essere ceduti. Quest’assenza pesa molto per Berlino, assieme alla mancanza di chiarezza sul coinvolgimento del Fmi che ancora non ha deciso quando e in che parte contribuirà al pacchetto di aiuti. Per questo la Merkel continuerebbe a preferire, per ora, un nuovo prestito ponte che consenta ad Atene di onorare la sua scadenza con la Bce il 20 agosto, dando più tempo all’Ue di chiarire questi aspetti.

Ma Tsipras non ci sta, convinto di aver fatto la sua parte fino in fondo, andando anche oltre quello che l’Eurosummit gli aveva chiesto: oggi stesso farà approvare dal suo Parlamento un pacchetto che fonti europee definiscono «massiccio» di riforme, ed altrettante gliene sottoporrà entro ottobre, quando l’ex Troika prevede la prima revisione del programma, alla quale è subordinata ogni tranche di aiuti. È per questo che la cancelliera e il premier greco hanno avuto una duro confronto telefonico, che alcuni media anche tedeschi hanno definito una vera e propria lite, sebbene smentita dal portavoce della Merkel. Un confronto che comunque non ha spostato Berlino, pronta di nuovo a dire il suo ‘nein’ venerdì all’Eurogruppo.

Stamattina intanto il ministero delle Finanze di Atene ha fatto sapere che il deficit di bilancio della Grecia per i primi 7 mesi dell’anno ha toccato quota 1,02 miliardi di euro, in calo rispetto al target del Governo a 1,37 miliardi. Le entrate dello Stato centrale si sono attestate a 26,7 miliardi di euro, anche in questo caso inferiori all’obiettivo fissato dall’esecutivo a 30,8 miliardi.

Nel frattempo il clima in Parlamento ad Atene si surriscala dopo che l’ala più estremista di Syriza, il partito del Premier greco, ha promesso di opporsi in tutti i modi al piano elaborato a Bruxelles, descritto come un “cappio al collo del popolo greco”.

Il contenuto del ddl
Al via la privatizzazione dei porti del Pireo e di Salonicco e della ferrovia di Stato Trainose-Rosco. L’agenzia greca per le privatizzazioni ha annunciato oggi il termine per la presentazione delle offerte: ottobre 2015 per il Pireo, dicembre 2015 per la ferrovia e febbraio 2016 per il porto di Salonicco.

L’annuncio dell’Hellenic Republic Asset Development Fund’s (HRADF) si basa sull’accordo raggiunto fra il governo greco e i suoi creditori, sul quale voterà il parlamento di Atene nelle prossime ore.

Fra le società interessate al Pireo vi è in prima linea il gruppo cinese COSCO che attualmente gestisce il molo I del porto. Fin dal 2009 la Piraeus Container
Terminal, una sussidiaria di Cosco, gestisce i moli II e III in base ad una concessione dalla durata di 35 anni.

Il Messaggero