Grecia, la Merkel apre sul debito ma «prima il piano di salvataggio»

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Angela Merkel, dopo aver portato a casa con difficoltà venerdì il via libera del Bundestag a nuovi negoziati sul terzo piano di salvataggio della Grecia, è tornata a riallinearsi in parte al suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble. Il cancelliere tedesco domenica ha infatti confermato la netta contrarietà della Germania «al classico haircut» (il taglio di quanto dovuto da Atene) che avrebbe condonato alla Grecia circa il 30-40% del debito. L’Fmi, infatti, ha definito insostenibile la soglia del 180% che deve sopportare Atene. Ora Merkel ha sottolineato: «Impossibile in un’unione monetaria». Il cancelliere ha aperto però alla possibilità di concedere ad Atene nuove misure di flessibilità sui tempi, però «non ora ma solo dopo che sia stata completata e con esito positivo la prima revisione del programma (di salvataggio da 86 miliardi di euro)», ossia che tutte le parti abbiano formalmente concordato sul nuovo bailout ellenico.

«Atene ha già beneficiato di riduzioni»

In un’intervista alla rete pubblica Ard Merkel ha ricordato che Atene ha già più volte potuto beneficiare di altri alleggerimento, inclusa «una volontaria cancellazione dai creditori privati» (in realtà imposta dai governi nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2012 in un drammatico vertice a Bruxelles, con perdite pari a 100 miliardi di euro), poi «un prolungamento delle scadenze e un abbassamento dei tassi di interesse. Possiamo discutere di queste eventualità di nuovo (ma solo) entro questi linee guida».

«Con la bimba palestinese ho agito correttamente»

La Merkel è poi intervenuta a proposito del video, che ha suscitato molto clamore, in cui rispondeva alle domande di una ragazzina palestinese rifugiata in Germania, Reem di 14 anni, scoppiata poi in lacrime. «Il mio gesto è stato corretto», ha detto la cancelliera, che ha poi sostenuto che la Germania è uno «Stato di diritto» e il racconto del proprio caso a un funzionario non può incidere sulle possibilità di ottenere un permesso di soggiorno. Non basta, sostiene Merkel, aver incontrato il cancelliere per dire che una situazione venga risolta più velocemente delle altre.

Il «periodo di grazia» suggerito dall’Fmi

La scorsa settimana era stato per primo, a sorpresa, il Fondo Monetario Internazionale a bocciare l’intesa raggiunta all’Eurogruppo di lunedì scorso sostenendo che il debito ellenico avesse ormai raggiunto livelli di «insostenibilità» e suggerendo o un taglio o di concedere un «periodo di grazia» (in cui Atene non pagherà neanche un centesimo di capitale e interessi) da 30 anni.

Le richieste di Draghi

Giovedì il presidente della Bce, Mario Draghi, sulla stessa linea ha chiesto un alleggerimento delle condizioni del debito greco. Accontentati i suoi falchi, quanti venerdì le hanno fatto mancare il voto al Bundestag nel suo stesso partito, la Cdu, Merkel ha però archiviato una volta per tutte e con chiarezza «la proposta di Schaeuble di una Grexit (uscita dall’euro) temporanea di 5 anni non è più un’opzione sul tavolo», ha tagliato corto.

CORRIERE DELLA SERA