GP Bahrain, Hamilton ama l’incertezza

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E’ mancato nel momento di finalizzare un week end fino ad allora perfetto, Lewis Hamilton a Melbourne. I metri tra la partenza e la prima curva sono stati sufficienti per ritrovarsi con una gara tutta da reinventare e, alla fine, è andata molto meglio di quanto non potesse sembrare al termine del primo giro. «Sono emozionato all’idea che possano esserci più gare come Melbourne», giura avvicinandosi al week end del Bahrain. Emozionato dalla lotta ristretta, certo non dallo scatto al rallentatore.

GP Melbourne, la cronaca della gara

Gare che non saranno un monologo, più incerte, non altrettanto si può dire al momento delle qualifiche. Quale che sia il format, l’inglese ha dimostrato una superiorità netta in Australia, da certificare a Sakhir. «Ci saranno fine settimana nei quali saremo pochi secondi davanti alla Ferrari, gare nelle quali ci troveremo ruota a ruota e altre nelle quali loro potrebbero essere davanti. Non lo sappiamo e questo è emozionante», la previsione dell’iridato, comunque del tutto fiducioso sul proprio stato di forma: «Ho delle buone sensazioni, sono stato davanti per tutto il week end fino all’avvio della gara, perciò guardo al Bahrain con fiducia, nelle ultime due stagioni c’è stato divertimento in pista e averne ancora sarebbe grandioso».

Analisi qualifiche Australia: distacchi irreali

Quel divertimento da ricreare anche attraverso regolamenti ragionati, sui quali Hamilton ribadisce quanto anticipato nei giorni scorsi: non spetta ai piloti avanzare delle idee. Tuttavia, ammonisce sulle caratteristiche che dovrebbe avere la Formula 1 dal prossimo anno, i cui regolamenti tecnici andranno definiti entro il 30 aprile prossimo: «Personalmente credo ci serva più aderenza meccanica e minor disturbo aerodinamico mentre seguiamo le macchine, per poterci avvicinare e sorpassare. Darci macchine 5” più veloci grazie all’aerodinamica non cambierà nulla, andremo solo più forte. Parlo da amante dello sport e delle corse, non ho tutte le risposte ma so che i cambiamenti che stiamo facendo non porteranno gare migliori».

Autosprint.it