Governo, cambia il dl Lavoro “Solo sanzioni se non si assume”

Giuliano Poletti

Ci sara’ solo una sanzione per l’azienda che sfora il tetto dei contratti a termine. E’ quanto prevede il governo negli emendamenti al dl – in tutto otto – presentati in commissione Lavoro al Senato. “Emendamenti che vanno nella giusta direzione”, commenta il presidente dei senatori di Ncd, Maurizio Sacconi esprimendo la linea del suo raggruppamento politico. Ncd e’ “soddisfatto perche’ migliora testo Camera.
  Meno Fornero, piu’ Biagi. Senza di noi solo vincoli e sanzioni” ha aggiunto su twitter il leader Ncd e ministro dell’Interno, Angelino Alfano. L’emendamento al dl piu’ significativo prevede una sanzione per le aziende che superano il tetto del 20% dei contratti a termine. La multa che l’impresa dovra’ versare al fisco sara’ pari al 20% della retribuzione del dipendente in eccesso e al 50% se i dipendenti in eccesso saranno piu’ di uno. Il testo uscito dalla Camera prevede invece la stabilizzazione dei dipendenti. Un altro emendamento stabilisce che il limite del 20% “non si applica ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati tra istituti pubblici di ricerca ovvero enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere in via esclusiva attivita’ di ricerca scientifica o tecnologica, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e direzione della stessa”. Inoltre, il contratto di apprendistato potra’ essere utilizzato anche per attivita’ stagionali e la formazione pubblica potra’ essere svolta anche dalle imprese e dalle loro associazioni. E’ quanto prevedono gli emendamenti presentati oggi dal Governo al dl Lavoro in commissione al Senato. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, in serata, si e’ detto fiducioso in una rapida conversione del decreto: “Le valutazioni espresse da esponenti della maggioranza mi confermano nella convinzione – dichiara in una nota Giuliano Poletti – che le proposte di emendamento presentate dal sottosegretario Bobba a nome del governo sono considerate un buon punto di mediazione tra le posizioni emerse nel corso dell’esame del provvedimento. Per questo sono fiducioso in una rapida approvazione del testo”. Di segno opposto le valutazioni di FI: “Di cosa dovrebbe essere contento Sacconi di far pagare ulteriori sanzioni alle imprese che assumono giovani? Nella resa di Sacconi c’e’ un esplicito invito a non assumere per non incorrere in costosissime penali.


  Sacconi come la Fornero fa pagare alle imprese la cambiale della Cgil” commentano i senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri, Alessandra Mussolini e Anna Cinzia Bonfrisco. Dal fronte sindacale si fanno sentire i leader di Cisl e Cgil: “E’ un emendamento bizzarro che la Cisl non condivide perche’ non va incontro alle esigenze dei lavoratori” dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: “Quando l’azienda sbaglia e va oltre il tetto del 20 per cento sull’utilizzo dei contratti a termine la vera sanzione e’ obbligarla ad assumere a tempo indeterminato i lavoratori perche’ l’azienda vuole evadere proprio da questa situazione. Ecco perche’ la vera pena non e’ quella pecuniaria. In questo modo – aggiunge – il contratto a tempo determinato non aprirebbe mai alla stabilita’ del rapporto di lavoro, neanche quando si ritiene il lavoratore piu’ che idoneo per le esigenze dell’impresa. E’ un emendamento davvero bizzarro di chi sostiene di venir incontro alle esigenze dei lavoratori”. Per il leader della Cgil, Susanna Camusso, l’Italia ha bisogno di azioni concrete per combattere la disoccupazione. Camusso, aprendo a Rimini le Giornate del lavoro, ha spiegato: “Il lavoro e’ il tema centrale per affrontare la crisi, soprattutto per decidere come uscirne”. “Servono – ha esortato – azioni concrete sul lavoro, che non sono l’ennesima riforma del mercato del lavoro ma decidere come si investe, verso quali settori si guarda, con quali politiche si immagina quello che deve essere il modello di sviluppo dell’Italia”.

AGI