Gomez replica a Vidal L’Europa dei bianconeri si fa di nuovo in salita

Mario Gomez

E adesso è dura per la Juve: il ritorno al proscenio di Mario Gomez (gran bel gol e per giunta nel finale) regala alla Viola il pareggio ideale. Giovedì al Franchi basterà lo 0-0 per eliminare il club che domina il nostro calcio: per come era iniziata la sfida (zampata di Vidal dopo appena 3’), un trionfo. Ecco perché i duemila tifosi venuti al seguito hanno festeggiato a lungo mentre i 38 mila bianconeri hanno abbandonato in fretta le gradinate. Rimuginando sulle stranezze del calcio: al 45’ nessuno avrebbe scommesso un centesimo su un epilogo tanto angosciante per loro.

Turnover perchè? I tormenti partono dal riesame della formazione varata da Conte, che ha un po’ replicato nella filosofia e in alcune scelte la trasferta di Trebisonda. Ma qui aveva un avversario assai più tosto e quindi questo turnover insistito è difficile da comprendere: se la coppa è un obbiettivo reale perché tenere fuori Lichsteiner e Llorente? Con Bonucci e Barzagli in campo, su quel lancio di Ilicic dalla fascia Mario Gomez sarebbe riuscito egualmente a bruciare l’intera difesa? Il dibattito è aperto. Al momento somiglia più a un rimorso che a un processo: possibile che l’allenatore abbia voluto risparmiare le forze in vista del Genoa? Con tutto il rispetto, una squadra di sicuro meno avvelenata della Viola. E’ compatibile una simile scelta con l’ampio vantaggio in classifica e con i ripetuti proclami del mondo bianconero sull’importanza di conquistare questa Europa League nella finale che si giocherà in casa?
Eguaglianza Detto ciò, bisogna precisare che la Fiorentina non ha rubato il prezioso risultato ed anche che la Juve del primo tempo è senz’altro in grado di vincere al Franchi o di pareggiare 2-2: insomma, di qualificarsi. La squadra di Montella è venuta fuori nella parte finale del match laddove la Juve aveva nettamente comandato le operazioni per la prima mezz’ora salvo concedere qualcosa e riprendere nei 20’ iniziali della ripresa una supremazia meno evidente e soprattutto meno insidiosa. Il grave limite di giornata per i bianconeri è stato proprio quello di non essere riusciti a bissare la rete iniziale quando la partita era nelle loro mani.

Freschezza La mezz’ora d’avvio di Pirlo e di Vidal è stata esemplare. Il regista distribuiva palloni, l’assaltatore si è fatto vivo per tre volte pericolosamente dalle parti dell’attento Neto e sull’ultima incursione è stata la traversa a dirgli di no. La Fiorentina ha cominciato a ragionare e a organizzare un po di giropalla quando Borja Valero ha deciso che sarebbe stato meglio pensare alla fase offensiva anziché sprecare la sua serata alle costole di Pirlo. Questo il compito affidatogli, a sorpresa, da Montella, che rispolverando Roncaglia si è affidato a una difesa a quattro che ha concesso troppo alle iniziative di Marchisio e Asamoah che arrivavano proprio sulla fascia scarsamente presidiata da Roncaglia, poco assistito da Aquilani. In panchina è rimasto Cuadrado, uno che magari avrebbe potuto tenere basso Asamoah.

Infortunio Perso Mati Fernandez per infortunio dopo un po’ di minuti Montella ha rotto gli indugi gettando nella mischia lo scalpitante Mario Gomez. Che è entrato con la determinazione di un toro nell’arena e ha fatto centro al primo pallone lanciato con precisione verso Buffon: scatto a tagliare la difesa e poi abile colpo sotto al corpo del portiere in uscita. Da qui è cominciato un botta e risposta con Gomez che tentava il bis e la Juve (dentro anche i centimetri di Pogba) a cercare il guizzo che le consentisse di andare a Firenze con un prezioso gol di scorta. Ma al tirar delle somme sono state più pericolose le opportunità costruite dai viola con Borja Valero e Vargas di quelle firmate da Llorente (subentrato a Giovinco) e Pogba (subentrato a Osvaldo). Due cambi che bocciano evidentemente la formazione di partenza al di là dell’impegno col quale Giovinco e Osvaldo si sono battuti. Un impegno dal quale non hanno ricavato soddisfazioni personali, ma almeno la Formica Atomica è entrato nel gol di Vidal. Osvaldo non ha avuto modo di farsi apprezzare, anche per mancanza di adeguati rifornimenti. Il calo atletico di Pirlo e Vidal unito alla deconcentrazione di Caceres e Ogbonna in occasione della rete viola hanno accompagnato la Juve verso il mesto epilogo. Fra sette giorni si riparte dallo 0-0, cioè dal risultato che qualificherebbe la Fiorentina ed ecco perché tutti gli occhi dell’universo juventino sono adesso puntati sulle decisioni che Conte prenderà domenica a Genova. Di nuovo una questione di turnover, ma alla rovescia, però.