«Gli italiani hanno fiducia solo in Bergoglio»

CSI DA PAPA FRANCESCO

ROMA Cresce il pessimismo. Vivere in Italia per molti sarebbe una sfortuna. Nel 2012, a crederlo era il 26% dei cittadini, oggi è il 39,5. Non stupisce dunque, che il 45,4% si dica pronto a trasferirsi all’estero. E non sorprende la ricerca di un “colpevole”: aumentano i delusi dall’Europa, +14,4%, e tra questi, il 55,5 vorrebbe uscire dall’euro. È l’immagine di un Paese con poche speranze e molti timori quella fotografata dal Rapporto Italia 2015 Eurispes, presentato ieri a Roma. A voler fuggire sono soprattutto studenti, quasi il 65%, seguiti da chi cerca un nuovo impiego o il primo. L’occupazione è il principale motore d’emigrazione. Il 32,6% necessita di un nuovo lavoro. Chi ne ha uno, non è tranquillo. Il 64,7% non si sente in grado di dare garanzie alla famiglia. Il 55,6% ha difficoltà a far quadrare i conti. Il 28% ha bisogno dell’aiuto di parenti. Tra i motivi per espatriare, la ricerca di opportunità per i figli e di certezze per il futuro.
POLITICI E MAGISTRATI GIÙ
Insomma, il Paese non convince più. Per 9 persone su 10, la situazione economica italiana nell’ultimo anno è peggiorata. Il 55,7% non crede alla ripresa. Si tende a vivere alla giornata, per la “sindrome del day by day”. D’altronde, le condizioni economiche delle famiglie sono peggiorate nel 76,7% dei casi. Il 62,8% ricorre ai risparmi. Il 40,9 non riesce a pagare le spese mediche. Aumentano del 24,3% coloro che, per sostenerle, ricorrono alla rateizzazione. Sale del 5,4% il rischio dell'”usuraio della scrivania accanto”. Il 52% di chi si è rivolto agli strozzini, negli ultimi cinque anni, aveva un reddito fisso. Non preoccupa solo l’economia. La fiducia nelle istituzioni cala per sette italiani su dieci. Crolla del 12,6% nella Magistratura. Sono le forze dell’ordine il riferimento. La Guardia di Finanza (66.8), per gradimento supera la Polizia (63). Sempre al vertice i carabinieri con il 73.4% ed un aumento di oltre tre punti.
PLEBISCITO PER IL PAPA
A vincere, è la chiesa cattolica, con un aumento del 13,6% di consensi e un plebiscito dell’89,6% per il Papa. Non mancano “rivoluzioni” etiche: il 65,5 è per la legalizzazione della prostituzione, il 67,5 per il testamento biologico, il 55,2% per l’eutanasia. Bene le coppie di fatto, non i matrimoni gay. A unire il Paese è la rete. Il 95,7% ha un profilo facebook. Il 67%, uno smartphone. On line si fanno acquisti e controllano i conti. Perché, il rapporto è chiaro, il “grande fardello” d’Italia, oltre al fisco, è la burocrazia. Chi può, se ne “libera” con un click.

IL MESSAGGERO