Gli inglesi rispolverano l’ossessione SuperMario

BALOTELLI

Londra Why always me? Continua a chiederselo Balotelli. Anche se ormai la risposta è ovvia. Così come l’attenzione particolare, a tratti ossessiva, che i media d’Oltremanica nutrono nei suoi confronti. Fin da quando, era l’estate 2010, si presentava ai suoi nuovi tifosi del Manchester City rifiutando l’etichetta di “bad boy”. Salvo poi sortire – grazie anche alle successive imprese extra-calcistiche – l’effetto opposto. Per la gioia dei tabloid, perennemente intrappolati in simili rapporti di contro-dipendenza con personaggi alla Balotelli.  Quei (presunti) cattivi esempi con cui riempire pagine e pagine di giornale. Registrandone ogni singolo comportamento, anche il più ordinario. Enfatizzando, e se necessario ricamando di fantasia. Non stupisce allora che nella settimana che precede la sfida di Manaus, SuperMario sia tornato in auge. Tra gossip e provocazione, la promessa di matrimonio e la bocciatura calcistica. L’Inghilterra deve davvero temere Mario? Se lo chiede un’intera nazione. Nei due anni di Premier Balotelli ha alternato delizie a mediocrità, congedandosi da campione incompiuto. Così quando una settimana fa radio-mercato ha intercettato l’interessamento dell’Arsenal, il dibattito è ricominciato. Interrogati sul tema, i nazionali di Hodgson continuano a ritenerlo l’azzurro più pericoloso.  La critica invece non perde occasione per punzecchiarlo. E dopo l’anonima comparsata contro il Fluminense ci si aspetta che Prandelli lo retroceda in panchina per far posto ad Immobile. Perché l’unico vero fuoriclasse in azzurro è Pirlo. Mentre Balotelli viene liquidato come un bluff. Eppure non possono staccargli gli occhi di dosso. Osservato speciale, a prescindere. Una fissazione mediatica che rivela l’inganno. Non di Balotelli, ma dei suoi censori.

IL GIORNALE