Gli euroscettici in ordine sparso: Grillo vede Farage Salvini con Le Pen

Grillo, io oltre Hitler, senza M5S ci sarebbero nazisti

Marine Le Pen pensava di poter mettere insieme una rocciosa macchina da guerra anti-Ue, anti-euro, anti-Merkel, anti-Bruxelles ma proprio nel cuore di Bruxelles, all’Europarlamento. Voleva unire tutti i populisti e gli euroscettici in una invincibile armata sull’esempio di quella che lei guida in patria, il Front National, ma in questo caso di tutte le nazioni e di ogni nazionalismo anche estremo dei vari Paesi del continente. Ma il coagulo – che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto riguardare anche Grillo – si è squagliato subito. 
Il leghista Salvini, con il sei per cento dei voti che il Carroccio ha raccolto, è con Le Pen e ieri i due si sono visti al ristorante dell’Europarlamento ed è partita la foto via Twitter con slogan: «Meno immigrazione e finanza, più lavoro e speranza». Una tavolata dove si è bevuta acqua minerale. Un pranzo con birra invece, in un ristorante del centro di Bruxelles, quello tra Beppe Grillo e il leader del partito conservatore e populista inglese, Nigel Farage. Anche loro, come Salvini, Le Pen e gli altri ma staccati da Salvini, Le Pen e gli altri, vogliono allearsi per fare un gruppo in proprio perché chi riesce a unire un pacchetto di almeno 24 deputati oltre ad avere più peso nel lavoro parlamentare ha anche più soldi. E quelli di Alba Dorata? E i nazisti tedeschi che possono vantare il loro primo euroeletto? E i fascistissimi ungheresi di Jobbik? Non si uniscono a nessuno dei vari gruppi destrorsi in campo, e giocheranno la loro non bella partita in solitudine. 
I NO EURO

Il dato è che saranno divisi in vari spezzoni quello del no euro e del no Europa. Il che sta facendo tirare un sospirato di sollievo sia al Ppe sia al Pse, che temevano di vedersi di fronte una falange di arrabbiati pronta a scatenarsi contro tutto e tutti. La falange c’è ma procede in ordine sparso, ed è già meglio agli occhi dei partiti europeisti. 
Al pranzo con Le Pen e Salvini ci sono anche l’olandese Geert Wilders, i delegati del Fpo austriaco, dei democratici svedesi e del Vlaams Belang fiammingo. Alleanza per la Libertà è il nuovo gruppo parlamentare aperto ai movimenti nazionalisti dell’Est Europa e pronto a una serie di iniziative congiunte tra cui la richiesta di indire i referendum antieuro in ciascun Paese e il blocco del Trattato di libero scambio Ue-Usa. Però l’euroscetticismo non ha portato tutti i consensi che Marine Le Pen, la generalessa, auspicava. Al di là del risultato del Front National (primo partito in Francia e 25 deputati tra Bruxelles e Strasburgo), di quello del Fpo austriaco che ha preso il 20 per cento e di quello della Lega, gli altri alleati del polo populista si sono visti fortemente ridimensionati. I fiamminghi del Vlaams Belang, ridotti al lumicino e gli olandesi del Pvv di Geert Wilders sprofondati al terzo posto con un modesto 12.5 per cento. Niente da fare, poi, per i nazionalisti slovacchi che non sono riusciti ad ottenere alcun seggio parlamentare.
SCOUTING

Per creare un gruppo a Strasburgo sono necessari almeno ventiquattro europarlamentari eletti in almeno sette Stati membri. E Marine Le Pen non li ha. O per meglio dire, può contare su una quarantina di eletti ma solo in sei nazioni. Dunque, lo scouting è aperto. Ed è rivolto ai polacchi, agli sloveni, ai bulgari, ai lituani e ad alcuni indipendenti del partito fascista ungherese di Obran. In questa compagnia, Salvini vorrebbe anche Berlusconi: aOra Forza Italia si unisca a noi», è l’appello del leader leghista. Ma l’ex Cavaliere, finché può, sarà abbarbicatissimo al Ppe. 

Il Messaggero