Giustizia, si cambia: responsabilità civile dei giudici e processo veloce

LEGGE

ROMA Un decalogo. La riforma della giustizia annunciata dal governo per la fine di giugno si appalesa su una slide alle spalle di Matteo Renzi: dodici punti che vanno dal processo civile (da svolgersi in un anno in primo grado) alla responsabilità civile dei magistrati, dal Csm alle intercettazioni, passando per l’allungamento della prescrizione e per l’introduzione del reato di autoriciclaggio fino una nuova formulazione del falso in bilancio. Sì, ma i testi? Il «brand o marchio di fabbrica dell’azienda», dice il premier, è sempre lo stesso: confronto aperto a tutti, cittadini, studenti e addetti ai lavori, attraverso mail da inviare a rivoluzione@governo.it. La dead line sarà il 31 agosto e poi, in settembre, il governo tirerà le somme. Stesso copione già usato per la riforma della pubblica amministrazione. Solo che stavolta il tema è molto più scivoloso e foriero di veti incrociati. Renzi lo sa bene: «Sono 20 anni che sulla giustizia si litiga senza discutere. Noi vogliamo cambiare metodo e discutere nel merito e possibilmente senza litigare». Ecco allora che, non appena il Guardasigilli Andrea Orlando metterà on line sul sito del ministero le prime bozze dei provvedimenti, partirà la discussione estiva che il premier auspica non ideologica ma «la più filosofica, concettuale e astratta» possibile. Resta da vedere se il rinvio a settembre dei testi potrà conciliarsi con l’iter di altri provvedimenti già incardinati in sede parlamentare: già oggi in commissione Giustizia al Senato è prevista la votazione degli emendamenti al ddl Buemi sulla responsabilità civile dei magistrati, mentre sempre al Senato era stato stoppato per 30 giorni (che scadranno a breve) il ddl, di cui è relatore D’Ascola, su falso in bilancio, autoriciclaggio e aumenti di pena per i reati commessi dai colletti bianchi. «Serve una normativa sul falso in bilancio degna di questo nome, ci saranno due mesi per discutere e poi la faremo dentro la cornice complessiva della riforma», assicura il premier. Ma il Senato attenderà ulteriormente i testi del governo o andrà avanti comunque? 
INTERCETTAZIONI E CSM
Nel decalogo sulla giustizia al decimo posto ci sono le intercettazioni: «Sono l’unico argomento su cui non abbiamo pronta la norma», dice il premier dopo che nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi – criticata dall’Anm – che i contenuti delle intercettazioni fossero sintetizzati e non riportati testualmente nell’ordinanza di custodia cautelare. Ma la questione è sul tappeto. E la sfida alla stampa è lanciata: «Faccio un appello ai direttori dei giornali, esiste un limite alla pubblicazione? Nessuno vuole bloccare le intercettazioni disposte dai magistrati, ma ci sono vicende che non attengono alle inchieste ma sono strettamente personali». Altro tema sensibile per le ”toghe” è la riforma elettorale e disciplinare dei magistrati: «Chi giudica non nomina, chi nomina non giudica». Ma anche sulla responsabilità civile dei magistrati, il modello di Renzi vuole essere linea con l’Europa ma diversa dalla responsabilità diretta dell’emendamento del leghista Pini.
Il dimezzamento dell’arretrato civile, che oggi contra oltre 5 milioni di cause pendenti, è il primo obiettivo del governo anche per il rilancio dell’economia. I testi sono già pronti. «Chi vorrà potrà fare separazioni e divorzi consensuali senza andare in tribunale ma semplicemente rivolgendosi a un avvocato», spiega Orlando. Una rivoluzione. Rimandata a settembre.

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