Giustizia, prima intesa nel governo sulla prescrizione: ridotti i termini, ora tavolo tecnico

Ministro ORLANDO

È stato trovato un accordo nella maggioranza per avviare un tavolo tecnico sulla prescrizione con lo scopo di rivedere l’allungamento eccessivo dei termini per i reati contro la pubblica amministrazione che rischiava di avere impatti sulla ragionevole durata dei processi. È l’esito della riunione svolta al ministero della Giustizia tra il ministro Andrea Orlando e i capigruppo di maggioranza. A sollecitare l’incontro era stata Area Popolare (Ncd e Udc). L’obiettivo del tavolo è raccordare ddl prescrizione e ddl anticorruzione.

«Abbiamo trovato un accordo per l’istituzione di un tavolo che dovrà esaminare le modifiche per ridurre i termini di prescrizione per i reati contro la pubblica amministrazione e su tutto l’assetto della prescrizione», ha spiegato al termine della riunione il senatore Nico D’Ascola (Ap). «Si è convenuto – ha aggiunto – che per effetto di alcune modifiche di legge ci sarebbero stati tempi troppo lunghi di prescrizione e che non avrebbero eliminato il rischio
prescrizione in sè e per sè, ma avrebbero avuto riflessi sulla ragionevole durata dei processi».

La scelta individuata oggi sarà quindi di lavorare sull’art.171 del Codice penale anzichè sul 157. «I cittadini – ha aggiunto il capogruppo di Ap al Senato, Renato Schifani – hanno diritto a tempi certi dei processi e bisogna evitare un eccessiva dilatazione. Oggi abbiamo avviato una trattativa foriera di un giusto compromesso e delle giuste tutele».

«Il tavolo tecnico – ha sottolineato il responsabile giustizia del Pd, David Ermini – svolgerà un lavoro importante. L’impianto del testo sulla prescrizione rimane integro: ci saranno le sospensioni di due anni e un anno dopo le condanne in primo grado e in appello; si partirà nel calcolo dal massimo edittale come base».

Ermini ha poi sottolineato un punto: «A nostro avviso va considerato che i reati contro la pubblica amministrazione non potranno essere considerati come reati ordinari». Inoltre «è stato chiesto che siano inseriti nelle modifiche al 161 anche gli altri reati contro la P.A., come l’induzione».

Il Messaggerot