Giustizia: la sfida di Renzi, “dimezzare in 1.000 giorni arretrato delle cause civili”

LEGGE

Rush finale sulla riforma della giustizia, ma con qualche frenata. Alla vigilia del Consiglio dei ministri di venerdi che dovrebbe varare il pacchetto messo a punto dal Governo, diversita’ di vedute si registrano all’interno dei partiti che sostengono il Governo. Ed e’, ancora una volta, la giustizia penale a tenere banco. Ma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intanto annuncia: “il nostro obiettivo e’ dimezzare entro mille giorni l’arretrato del civile e garantire un processo civile in primo grado in un anno, anziche’ tre come oggi”. E poi basta con la feriale che va dal primo agosto al 13 di settembre: lo stop dei tribunali non puo’ durare piu’ di 20 giorni. Al vertice dei partiti della maggioranza “sono emerse delle differenze di approccio, in ordine anche alle priorita’ da individuare e delle quali riferiro’ puntualmente in Consiglio dei ministri mantenendo l’obiettivo che ci eravamo dati di portare in quella sede tutto il lavoro che e’ stato elaborato”, ha per parte sua dichiarato il Guardasigilli, Andrea Orlando, finito il giro di tavolo con le forze politiche anche di opposizione: Forza Italia e Lega Nord oggi, assente il M5S che ha rifiutato l’incontro mentre Sel vedra’ il ministro domani.

“Dalla riunione – ha tuttavia aggiunto Orlando – e’ emersa una condivisione sui singoli punti dell’insieme delle cose che porteremo in CdM”. C’e’ stato “un confronto utile e che credo abbia migliorato alcune delle soluzioni”. Prescrizione e intercettazioni, i temi al centro del dibattito: “ci sono opinioni e approcci diversi”, ha detto Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera, che ha spiegato: sara’ il Consiglio dei ministri a trovare una sintesi”. In ogni caso, ha notato, dopo anni di scontri il consenso che c’e’ stato sul 90% dei temi riguardanti la riforma e’ un risultato straordinario. “Ci siamo sulla giustizia civile, importante per rendere l’Italia attrattiva per gli investimenti produttivi e per incoraggiare l’intrapresa economica”, ha osservato Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra. “Sulla giustizia penale c’e’ invece ancora da lavorare: fissato l’obiettivo di rendere piu’ efficiente la macchina del processo, noi non consentiremo che cio’ avvenga a discapito delle garanzie per i cittadini”. “Le proposte che il Governo ci ha sottoposto oggi in materia di Giustizia penale sono una riposta complessivamente positiva”, ha sottolineato Gianluca Susta, presidente dei senatori di Scelta Civica, riservandosi di valutare nel dettaglio i provvedimenti.

Ma se per la Lega Nord la riforma e’ in alto mare, come ha dichiarato Nicola Molteni, per la Giustizia il patto del Nazareno siglato sulle riforme con FI, sembra assai lontano. Se cosi’ sara’ opposizione dura, avverte la nota politica redatta dallo staff del gruppo FI alla Camera. “La riforma della giustizia prospettata negli incontri di questi giorni e adombrata sui giornali ha contenuti che ci vedranno all’opposizione in maniera dura” scrive ‘Il Mattinale’ e pur non escludendo “sorprese meravigliose come le aurore boreali all’Equatore”, rileva che “i patti segreti sono quelli con l’Associazione nazionale magistrati, che fa finta di essere scontenta ma gongola, per la soddisfazione dei manettari, ‘Repubblica’ in primis, ma non scherza neanche il ‘Corriere'”.
  Ma tant’e’. Nelle prossime ore il premier incontrera’ il ministro Orlando per fare il punto. Saranno loro che valuteranno quali dei 12 punti della riforma della giustizia portare al Consiglio dei ministri del 29 agosto e quali rimandare a quello successivo, come ha anticipato la presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.

AGI