Giustizia, Berlusconi deluso dai dem: forcaioli dovrò ancora faticare

BERLUSCONI

ROMA Dove essere la sua festa del gran ritorno a Roma da trionfatore. Da Assolto. Da Pacificatore. E invece, la giornata romana del tripudio non c’è stata. O almeno, Silvio Berlusconi arriva nella capitale ma il clima è cambiato di colpo e un clima di nuovo incattivito non è il più adatto per far svolgere la festa. Che doveva tenersi all’Open Colonna, per la presentazione del libro di Michaela Biancofiore («Il cuore oltre gli ostacoli», Mondadori), e l’evento si tiene ma senza il festeggiato. Il quale, tra l’altro, ieri ha preso molto male la vicenda delle intercettazioni telefoniche in cui Emilio Fede, ma gli avvocati smentiscono, parla della vicenda di Berlusconi definendola: «Mafia, mafia, soldi, mafia, mafia…». 
IL FORFAIT 
Se il leader forzista avesse partecipato all’evento all’Open Colonna, che doveva rappresentare il suo gran ritorno a Roma da vincitore e da Assolto, sarebbe esploso, per esempio, sul caso Galan. Poteva scappargli qualche parola di troppo contro i giudici veneziani, magari ricadere nel vecchio vizio della criminalizzazione delle Toghe Rosse da cui a lungo si è sentito criminalizzato insieme a tanti amici e colleghi come appunto l’ex governatore veneto. Ma soprattutto, sarebbe potuto esplodere contro il Pd con cui è alleato sulle riforme e da cui si sente tradito però sul caso Galan. «Fanno i garantisti a parole ma i giustizialisti di fatto», è lo sfogone privato di Silvio: «Renzi dovrà faticare ancora molto per dare ai suoi una cultura diversa». «Non sarà facile fare la riforma della giustizia – incalza l’ex Cavaliere – con gente ancora così impregnata di giustizialismo e di subalternità alla magistratura. Sono ancora forcaioli, Renzi deve metterli in riga, e noi lo dobbiamo incalzare su questo. Ogni giorno si dimostra di più, quando assolvono me, quando perseguitano Galan, quanto sia urgente la riforma del sistema giudiziario». 
Anche gli avvocati, oltre ai consiglieri di pace, spingono Berlusconi a non partecipare alla festa Biancofiore e a non festeggiare se stesso, nel giorno del gran ritorno a Roma come trionfatore, perchè l’aria si è fatta di nuovo difficile. 
«Non posso parlare del caso Galan e dei giudici, non posso criticare il Pd, non posso lanciare oggi la riunificazione del centrodestra perchè in Ncd sta succedendo l’inferno. Che cosa vado a fare su quel palco?». Oggi però, alla scuola di formazione politica di Forza Italia, il leader ha promesso che interverrà. E si spera, tra le sue colombe, che il freno a mano gli funzioni. 
FIRST LADY
A rovinare la giornata berlusconiana avrebbero contribuito, tra l’altro, le voci – raccolte anche radiofonicamente a La Zanzara – sempre più insistenti su dissidi forti tra lui e la fidanzata Francesca, sempre più protagonista del dibattito politico. La giovane, dopo essere andata via da Arcore verso Roma quando Silvio era a Villa San Martino, avrebbe lasciato Palazzo Grazioli appena il suo uomo ci ha messo piede.

IL MESSAGGERO