Gioielliere ucciso per rapina, caccia al killer con la parrucca

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A colpirlo al volto con un oggetto pesante, forse d’arredamento, come un lume con la base in avorio, è stato un uomo solo. Indossava una parrucca scura: non si esclude che si fosse già presentato nel laboratorio dell’orafo Giancarlo Nocchia a Prati per ordinare uno dei gioielli esclusivi disegnati dal settantenne, da anni apprezzato e conosciuto nel rione. Un quartiere sotto choc, ora più che mai prigioniero della paura. L’escamotage usato ieri dal bandito assassino è piuttosto frequente per tradire la fiducia dei commercianti. Di solito la rapina non finisce però con un delitto. Questa volta è andata diversamente: l’orafo ha reagito ed è stato ucciso dal falso cliente. Un unico colpo, molto violento. Nocchia si è accasciato fra il bancone e la scaletta che conduce al laboratorio al piano superiore del piccolo negozio, dove c’è anche il monitor della videosorveglianza.

Il colpo mortale e le indagini

Erano sicuramente passate le 15.30 quando il rapinatore è fuggito dalla gioielleria di via dei Gracchi, all’angolo con via Paolo Emilio, dopo aver arraffato anelli, spille e bracciali tempestati di pietre preziose, esposti in una vetrina e in un mobiletto di cristallo. Creazioni personali del «maestro del bulino» (come Nocchia veniva definito sulla sua pagina web), lo strumento che, amava raccontare, «è per l’orafo come la penna per il poeta, il pennello per il pittore». Ma uno di quei capolavori potrebbe ora portare alla cattura del killer: nella fuga precipitosa, a piedi, per le vie di Prati il rapinatore ha perso una scatola, con un gioiello ancora custodito all’interno. Sulla confezione, che sarà analizzata dal Ris dei carabinieri, potrebbero esserci le sue impronte. E per questo fra gli investigatori dell’Arma c’è cauto ottimismo. A meno di 24 ore dal delitto il generale Angelo Agovino, comandante della legione carabinieri del Lazio, ha definito «decisive» le ultime fasi delle indagini.

Filmati dalle telecamere

I militari del Reparto operativo, guidati dal colonnello Lorenzo Sabatino, hanno setacciato da cima a fondo la gioielleria messa a soqquadro dall’assassino, alla ricerca di altre tracce. Acquisiti i filmati della videosorveglianza, non solo del negozio, ma anche della banca Bnl di fronte dove ci sarebbero tutte le scene di un pomeriggio di sangue. Svuotati i cassonetti su via dei Gracchi dove il ricercato potrebbe aver gettato confezioni di gioielli.

«Era già stato rapinato tre volte»

Nocchia, sposato, un figlio di 20 anni, penultimo di cinque fratelli, aveva già subìto tre rapine. In quella di due anni fa dietro al bancone c’era la sorella Rita. «L’ho visto rientrare dalla pausa pranzo, saranno state le 3, forse le 3.30 – racconta Giorgio Ottaviani, il barista di via Paolo Emilio, che ha scoperto il corpo dell’orafo -, due ore più tardi è passato un avvocato che conosco. Aveva trovato delle scatole della gioielleria sul marciapiede, aveva provato a citofonare al negozio ma non aveva risposto nessuno. Così sono andato a vedere: dalla porta a vetri ho visto Giancarlo a terra. L’ha ammazzato come una bestia. Perché? Sono sconvolto, eravamo amici, mi ha visto crescere. Ma – aggiunge – era una persona scaltra, non avrebbe mai aperto a chi non conosceva». Anche Paolo Nocchia, fratello della vittima, ne è convinto: «Era diffidente dopo tutto quello che aveva passato». E la sorella Rita, in lacrime, scuote la testa: «Lo prenderanno? Spero di sì, ma tanto a che serve: quanto resterà dentro?».

Il cordoglio del sindaco

«Voglio esprimere alla famiglia della vittima il più sincero cordoglio dell’amministrazione e mio personale per la loro perdita» ha dichiarato il sindaco Marino appena rientrato a Roma da Losanna. «Confido in una risposta veloce degli investigatori e delle forze dell’ordine, affinché i responsabili vengano consegnati alla giustizia». Ma si sono scatenate anche le polemiche politiche. «È inaccettabile: ormai la nostra città è un far west» ha dichiarato in una nota Alfio Marchini. «La Capitale sta diventando ogni giorno più violenta e insicura» ha detto Gianni Sammarco deputato Ncd e la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha scritto su Facebook: «Ogni giorno una tragedia. Ogni giorno crimini efferati gettano nel lutto la Capitale d’Italia. Roma è allo sbando. Fa quasi paura». Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, in merito all’omicidio di Prati ha assicurato che «le forze dell’ordine sono al lavoro, prenderemo l’assassino».

Il cognato: appello al Prefetto

«Questo evento drammatico deve essere un punto di svolta per le politiche della sicurezza verso i commercianti», lo chiede Claudio Pica, cognato di Giancarlo Nocchia ma anche vicepresidente Fiepet Confesercenti Roma e segretario dell’Associazione Esercenti Pubblici Esercizi Roma. Forte il senso «di sgomento e di rabbia» per quanto accaduto: «non si può essere massacrati per una rapina, la città per i commercianti sta diventando sempre più insicura e violenta – ha aggiunto Pica appellandosi al prefetto per la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza – è impensabile per alcune piccole manifestazioni vi siano decine di poliziotti e manchino invece presidi dove invece sarebbero più necessari». Pica aggiunge di aspettarsi «dai politici quel senso di vicinanza necessaria a tutta la categoria anche perché è ancora molto vivo quanto accaduto alla tabaccaia di Asti. «Questo ennesimo omicidio non deve restare impunito – conclude – i commercianti non ce la fanno più e non è possibile che portare avanti quotidianamente un’attività, diventi come andare in guerra».

Sopralluogo dei Ris

Il giorno dopo la tragedia in via dei Gracchi, c’è stato un nuovo sopralluogo del Ris dei carabinieri nella gioielleria del quartiere Prati. Gli investigatori sono a «caccia» di impronte e tracce biologiche che potrebbe aver lasciato il malvivente entrato nel negozio con una parrucca nera e degli occhiali. Accertamenti anche sul portagioielli con dentro preziosi che ha perso in strada durante la fuga. Al vaglio le immagini delle telecamere di sorveglianza del negozio e della zona per accertare se il responsabile, che a quanto ricostruito finora sarebbe entrato da solo nella gioielleria, abbia avuto qualche complice che lo attendeva all’ esterno.«Ho avanzato al prefetto Gabrielli l’idea delle `sentinelle´: dai bar ai ristoranti ai tabaccai, possiamo contare su circa 24.600 esercizi legati a Confcommercio localizzati tra Roma e provincia e ognuno di loro, su base volontaria, potrebbe diventare un utile presidio nelle attività di controllo del territorio», ha proposto il presidente di Confcommercio Roma, Rosario Cerra a proposito dell’episodio di «violenza inaudita in una zona centralissima di Roma».

CORRIERE DELLA SERA