Gheddafi e la Libia

Antonello Angelini

La Libia è in fiamme. A Bengasi accade di tutto e le materie prime che l’ Italia prendeva dalla Libia non arrivano. Ecco cosa accade quando gli “esportatori di democrazia “ mettono il naso (e non solo) in un paese che ritengono strategico. Gheddafi di colpo era diventato un dittatore terribile , un tiranno cattivo e malvagio per Sarkozy , la UE e gli USA. Cosa c’ era dietro questo cambiamento repentino di atteggiamento contro Gheddafi?  Alcuni dicono il fatto che Gheddafi si era messo in testa (e ci stava riuscendo) , di mettere d’accordo molti stati africani  in un piano comune: vendere il petrolio solamente in cambio di Oro , esattamente il Dinaro d’ oro , una nuova moneta basata su un bene reale come il metallo giallo e non accettare più in pagamento i foglietti verdi stampati dagli USA e chiamati dollari. Lui diceva: io ti do qualcosa che ha un valore tangibile , tu se lo vuoi mi dai qualcosa che ha un valore altrettanto tangibile .  A causa di questo tentativo lui ha sostenuto che  gli USA e i francesi hanno armato pochi ribelli inscenando (complici i mass media) una rivoluzione che non esisteva , delle fosse comuni mai esistite (ricordate la bufala delle immagini?) mentre era invece  una  rivolta di qualche piccola tribù fomentata e armata dai servizi segreti occidentali. Sarà vero tutto questo? Io non lo so. Quello che so con certezza è che la Libia di Gheddafi era di gran lunga il Paese del Nord Africa dove si viveva meglio  e dove grandissima parte della popolazione aveva il necessario. Per esempio Gheddafi aveva dato a moltissimi una casa . A dimostrazione di questo cito il dato della immigrazione in Libia all’ epoca altissimo.  Il 20% della popolazione non era libica. E ovviamente la gente emigra verso paesi dove si sta meglio , non dove si sta peggio. Quindi in Libia si stava meglio che non nei paesi di provenienza.  Avete mai sentito di qualcuno che vorrebbe emigrare in Somalia?  Io no.

Quando si scatenò l’ offensiva mediatica in Europa al fine di giustificare un intervento armato contro il brutto e cattivo dittatore Gheddafi , in Italia moltissimi si schierarono a fianco di Sarkozy e degli USA oltre che della UE. Il PD, e tutti i media di area,  compresi il Corsera e tutta l’ area di centro. L’ unico che tentò di ribattere che l’ Italia aveva i suoi interessi in quel paese e che sarebbero stati spazzati via , fu Berlusconi , subito zittito e accusato di difendere un dittatore sanguinario. Ancora una volta Berlusconi fu timido,  pavido , preoccupato della sua immagine prima di ogni altra cosa,  ma non complice . Altre parti politiche parteciparono attivamente alla distruzione degli interessi italiani in Libia in nome della pace e prosperità  da esportare in quel paese. La storia pochi anni dopo ci racconta chi avesse ragione . Berlusconi già fiaccato da mille inchieste e polemiche molte delle quali rivelatesi poi “non sussistenti”, non seppe o non ebbe il coraggio di tenere duro. D’altronde chiunque avesse a cuore gli interessi italiani e la pace in Libia , sapeva perfettamente che Gheddafi era ormai un dittatore  che si conquistava con un paio di carnevalate come il  tendone a Villa Borghese con le odalische e la restituzione di un obelisco che non aveva alcun valore , ma che invece si era rivelato un prezioso alleato e finanziatore . La Libia , unica colonia italiana era rimasta di fatto un protettorato o comunque un alleato del Belpaese. E questo a Sarkozy e company non andava a genio. Perché Francia e Germania potessero spolpare bene l’ Italia , ci voleva una Italia debole anche dal punto di vista energetico. A dimostrazione di ciò i sempre verdi  appetiti verso l’ ENI , gioiello italiano creato da un uomo eccezionale  di nome  Enrico Mattei , poi morto in uno strano schianto aereo  dopo che già una volta si era salvato dall’ attentato del cacciavite “dimenticato”.  Ma queste sono vecchie storie. Meglio non ritirarle fuori.

Avete per caso sentito qualche piddino o Monti dire “ abbiamo sbagliato valutazioni” ?  Mai.

Forse giustamente  non ammettono l’errore  perché errore non era?

Ed  ancora una volta , il PD ha accettato , pur di eliminare un nemico (in questo caso Gheddafi) , il principio del “fine giustifica i mezzi” , tanto caro a questo partito di sinistra che sinistra non è più. Lo stesso fine (abbattimento di Berlusconi ) che giustificava il mezzo ( un golpe senza elezioni) alla fine del 2011 poco dopo la morte del Rais , quando Monti a colpi di spread ,venne messo a capo del governo italiano  per salvare salvare il BelPaese  dal baratro con il debito pil al 121% che oggi è al 132%.  E se il problema allora era il debito pubblico perché oggi Renzi non parla di baratro?

Ma dopo la critica ci vuole la proposta. Cosa farei io se potessi decidere? Fornirei molte armi al governo Libico per riprendere il controllo dell’ Aereoporto e per scongiurare il pericolo di trovarmi un Emirato Islamico messo con la forza e contro le libere elezioni a poche miglia dalla costa Italiana.  Se non bastasse mandarei le truppe speciali con o senza divise ufficiali   così come hanno fatto i Russi in Ucraina . O come fecero gli Inglesi alle Falkland magari ancora meglio. Ufficialmente. Non accadrà mai lo so bene, ma sarebbe il mio sogno. D’altronde una Nazione che non riesce a fare una incursione di Comsubin o altra truppa speciale per liberare i due Marò, cosa volete che combini? Quando la maggior parte dei nostri diplomatici si dilettano in feste e cene invece di contare qualcosa per il Paese che li stipendia lautamente.

Antonello Angelini
Il Tempo