Gerrard, che errore! E Mou vince a Liverpool

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Un urlo ad Anfield, ma non è quello del popolo del Liverpool: José Mourinho è sotto la curva occupata dai tifosi del Chelsea e il suo “sì” ripetuto più volte, con la mano che tocca il cuore, è la fotografia dell’ennesima impresa del portoghese. I Blues trionfano sul campo della squadra di Brendan Rodgers, lanciata verso il titolo dopo un filotto di undici successi consecutivi. Il Chelsea, con cinque giocatori fuori causa (Cech, Terry, Hazard, Eto’o e Ramires) tra infortuni e squalifiche, tiene in caldo anche Willian, Luiz, Torres e Cahill in vista della semifinale di ritorno di Champions con l’Atletico. Al centro della difesa c’è il giovane céco Kalas, al debutto in Premier. Ma basta ed avanza il fuoriclasse della panchina, il miglior allenatore al mondo per la capacità di ricavare il meglio dalla sua truppa. Un generalissimo che perde qualche battaglia, ma vince sempre la guerra. E Mou trionfa anche qui, sul campo del Liverpool, rimettendo in discussione il titolo e facendo un favore grande come uno stadio al Manchester City.

GENERALE MOU — Le cifre della sfida della stagione sono l’ennesimo schiaffo in faccia a chi riduce il calcio ad una sfilza di numeri. Il Liverpool stravince nel possesso palla – 73% a 23% -, nei corner – 14 a 3 – e nei tiri complessivi – 19 a 11 -, ma perde nella casella più importante: quella dei gol effettivi. Il Chelsea colpisce e affonda i Reds alla fine dei due tempi e nella rete dell’1-0 c’è tutta la splendida follia del calcio. Sakho appoggia il pallone a Gerrard, che annaspa e scivola. L’errore del capitano del Liverpool, che non ha mai vinto un titolo inglese nella sua leggendaria carriera, libera Ba. Il senegalese parte alla carica. Fa quaranta metri di campo e sull’uscita di Mignolet il centravanti infila il pallone tra le gambe del portiere belga. Un gol casuale, ma non troppo. I Reds hanno dominato nel possesso palla e costretto i Blues a rinchiudersi in area, ma le migliori occasioni sono state del Chelsea: un tiro di Salah e una zuccata infelice di Kalas.

ASSALTO FINALE — Nella ripresa, Rodgers inserisce Sturridge, frenato in settimana da un problema fisico. La carica dei Reds fa vacillare il Chelsea. Schwarzer, 41 anni ben portati, respinge una sassata di Allen. Sturridge spaventa Mou. Il Chelsea rifiata con un tiro in corsa di Schurrle, deviato da Mignolet. L’ultima mezz’ora è una sofferenza per i Blues. Due volte Gerrard, Suarez e Coutinho non hanno fortuna. Il Chelsea vacilla, ma al terzo minuto di recupero, un errore del Liverpool libera la coppia Torres-Willian. Lo spagnolo corre con il pallone incollato al piede e appoggia a Willian che entra in porta: 2-0 per i Blues. Ancora una volta ha vinto lui, Mourinho, Special One più che mai.

CITY D’AUTORITÀ — Il Manchester City sfrutta l’assist del Chelsea senza pensarci un attimo: batte 2-0 il Crystal Palace a Londra e la Premier torna nelle sue mani. I risultati di questa pirotecnica domenica di campionato permettono infatti alla squadra di Pellegrini di salire a quota 77 e, con una gara da recuperare, il City può arrivare ad una cifra finale di 86. Anche il Liverpool può raggiungere quella soglia, ma a quel punto scatterebbe la differenza reti, dove in questo momento il City ha un vantaggio ragguardevole: + 58, mentre i Reds sono a + 50. In corsa, c’è anche il Chelsea, ma i Blues possono arrivare al massimo a 84 punti: devono sperare in un doppio suicidio Liverpool-City. Mou ha già fatto calare il sipario: “Per noi non ci sono speranze”. Basta un tempo alla squadra di Pellegrini per intascare i tre punti. Il City passa dopo appena 4’: cross di Yaya Touré e zuccata imperiale di Dzeko. L’impresa del Chelsea a Liverpool ha dato forza e coraggio al City. Il Crystal Palace, reduce da un filotto di cinque successi consecutivi e matematicamente salvo, ha orgoglio, ma la differenza tecnica è abissale. Il raddoppio matura al 43’ con una cavalcata spettacolare. Yaya Touré recupera il pallone in area e fa ripartire l’azione. L’ivoriano dialoga con Nasri, entra in area, supera un avversario e piazza una legnata di sinistro all’incrocio: lo stadio applaude il numero del fuoriclasse del City. Nella ripresa, il Palace mostra il solito carattere. Nell’ultimo quarto d’ora, si vede anche Tom Ince, figlio dell’ex centrocampista dell’Inter. Pellegrini inserisce Fernandinho, Jovetic e Negredo. Hart soffre un paio di volte, ma la porta del City resiste. Finisce 2-0 e Pellegrini ha il destino nelle sue mani: tre vittorie di fila e sarà campione d’Inghilterra.

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