Germanwings, l’avviso del medico a Lubitz due settimane prima del disastro: «Ricoverati in clinica psichiatrica»

Andreas Lubitz

Due settimane prima dell’azione suicida che un anno fa fece precipitare l’Airbus 320 della Germanwings, un medico aveva consigliato ad Andreas Lubitz di ricoverarsi in una clinica psichiatrica. Dal 2014 il giovane pilota tedesco ebbe episodi di crisi depressive psicotiche ed era più volte stato visitato dal medico.

Eppure, aveva continuato a svolgere il suo lavoro di copilota nella compagnia aerea tedesca del gruppo Lufthansa, fino all’epilogo del 24 marzo, quando, approfittando del fatto che il comandante aveva momentaneamente lasciato la cabina di pilotaggio, chiuse la porta e causò la morte delle 150 persone a bordo del volo decollato da Barcellona e diretto a Düsseldorf.

Più nel dettaglio ecco cosa si legge nel rapporto finale dell’indagine ufficiale sul disastro presentato questa mattina: «Nel febbraio 2015, un medico privato ha diagnosticato un disturbo psicosomatico e un disturbo d’ansia dispone un controllo con uno psicoterapeuta e uno psichiatra. Il 10 marzo 2015, lo stesso medico, ha diagnosticato una possibile psicosi e raccomandato un trattamento ospedale psichiatrico. Nel mese di febbraio e marzo 2015, uno psichiatra prescrisse antidepressivi e sonniferi. Nessuno di questi professionisti ha riferito a qualsiasi autorità sullo stato mentale del passeggero. I certificati sono stati rilasciati al malato, ma non tutti sono stati inviati a Germanwings. Né le autorità né la società che hanno intrapreso alcuna azione per impedire volare il giorno dell’incidente, perché nessuno li ha informati, né lo stesso co-pilota, né nessun altro, come uno dei medici, un membro della famiglia o di un collega».

L’indagine è stata svolta dalla commissione di investigazione sugli incidenti aerei (Bea). Gli esperti hanno spiegato chiaramente che vanno rivisti i sistemi di controllo medico e psicologico dei piloti degli aerei, «bisogna trovare un equilibrio tra l’obbligo del rispetto della privacy che hanno i medici e la necessità di garantire la sicurezza dei voli». Per quanto riguarda la dinamica del disastro la commissione ha confermato la ricostruzione già conosciuta, con Lubitz che chiude ermeticamente la cabina, il comandante che batte i pugni sulla porta per farsi riaprire. La commissione ha confermato che anche in alcuni voli precedenti Lubitz aveva volato a bassa quota.

La commissione raccomanda nuove regole che impongano alle compagnie aree di svolgere più frequenti controlli fisici, psicologici e psichiatrici sui piloti. Il caso di Lubitz, 27 anni, evidenzia come il sistema di verifica abbia delle falle: i primi problemi di depressione risalgono al 2008, nel 2009 il certificato che gli consentiva di tornare a svolgere il suo lavoro imponeva, però, regolari controlli medici. Ma dopo la nuova crisi del 2014 «nessuno comunicò alla compagnia aerea o alle autorità aeronautico quanto era successo». I medici sono vincolati all’obbligo del rispetto della privacy del paziente, ma secondo la commissione è necessario trovare un punto di equilibrio che garantisca anche la sicurezza a bordo.

L’Associazione dei parenti delle vittime del volo Germanwings ha diffuso un comunicato in cui spiega: «Le istituzioni private e pubbliche hanno l’obbligo di vigilare sulla sicurezza di tutti, ma l’inchiesta dimostra che in questo caso non è stato così. Il sistema che finora è stato utilizzato ha fallito profondamente. Facciamo un appello alle istituzioni perché cambino le normative, la privacy di un individuo non può essere più importante della sicurezza di tutti».

Il Messaggero