Gentiloni: “Contro l’Isis possiamo fare di più”

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«Dobbiamo fare di più come Paese: è il momento», afferma alla Camera il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Sul fronte interno la «sfida» è di coniugare integrazione e accoglienza – dice dal G20 in Turchia Matteo Renzi -per aiutare chi fugge dai «terroristi animali», con la necessità di usare il «pugno duro, durissimo» contro gli estremisti. È una sfida difficile, concordano i vertici istituzionali. Ma si combatte solo con l’unità della politica. Un’unità da tutti proclamata ma che non regge all’urto della polemica quotidiana. E si infrange sulla richiesta del M5S di ritirare i militari dall’Afghanistan. E su uno scontro senza esclusione di colpi tra Angelino Alfano e Matteo Salvini.

IL MINUTO DI SILENZIO  – Da Palazzo Chigi, ai ministeri, alle scuole. A mezzogiorno tutta Italia si ferma per il minuto di silenzio in onore delle vittime degli attacchi di Parigi. Non c’è distinguo nel sentimento di tristezza e cordoglio. Alle 18.15 a Montecitorio i deputati di ogni colore, insieme ai ministri e alla presidente della Camera Laura Boldrini, si stringono attorno all’ambasciatore di Francia a Roma, Catherine Colonna ad ascoltare gli Inni di Francia, Italia e d’Europa.

GLI EVENTI A RISCHIO  – «Combatteremo per difendere i nostri valori non dichiarando guerra all’Islam, ma ai rinnegati», proclama nell’Aula della Camera il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, dopo aver ricordato la vittima italiana, Valeria Solesin. «Lavoreremo per snidare terroristi ovunque cerchino di infiltrarsi». Ora – conferma Alfano – si annuncia un aumento dei fondi alle forze dell’ordine in legge di stabilità. Ma anche l’ipotesi di introdurre nel decreto missioni, all’esame della Camera, un rafforzamento dei poteri dei Servizi segreti nella lotta al terrorismo. Non solo il Giubileo ma anche partite di calcio e concerti: tutta una serie di eventi saranno tenuti sotto osservazione da qui a fine anno.

LO SCONTRO SALVINI-ALFANO – Ma i 5 Stelle chiedono intanto «controlli efficaci alle frontiere» e il ritiro dall’Afghanistan, perché «missione inutile» che sottrae forze a difesa dell’Italia. «Non si combatte la guerra con la guerra», dichiara Gianroberto Casaleggio. Mentre nel centrodestra si infiamma lo scontro per le parole di Alfano su Salvini: «Sembra dispiaciuto perché gli attentati non sono avvenuti in Italia così da lucrare voti». Parole dure, cui il segretario della Lega risponde con un annuncio di querela e la richiesta di dimissioni. Parole condannate anche da Forza Italia, con Renato Brunetta: «È un’illazione inaccettabile, basata sul rancore personale, sintomo di perdita di lucidità. Serve responsabilità, da parte di tutti».

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