Genova respira, ma il Nord è sott’acqua

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A cinque giorni dall’alluvione di Genova e dopo 72 ore di allerta rossa, la protezione civile ha dichiarato cessata l’emergenza che ha travolto il capoluogo ligure nella notte di giovedì, paralizzando un’intera regione. Dalla Liguria, ieri la perturbazione si è trasferita nel Nord-Ovest accanendosi, in particolare, sul Basso Piemonte e sul Parmense. La zona sud-occidentale di Parma è stata allagata dall’esondazione del torrente Baganza. Un ponte è crollato mentre tutti gli altri sono stati chiusi. Nel pomeriggio si era diffusa la notizia che un ragazzo fosse disperso, ma il sindaco Federico Pizzarotti ha smentito. Dopo il sopralluogo a Genova insieme al ministro genovese della Difesa Roberta Pinotti, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti si è diretto ieri a Parma per seguire l’emergenza. Molto colpita anche la Provincia di Alessandria, che ha chiesto lo stato di calamità: paesi isolati, frane e strade allagate, con danni consistenti a Novi Ligure dove le scuole oggi sono rimaste chiuse. «La situazione è davvero critica – ha detto il sindaco della cittadina, Rocchino Muliere – Mezza città è allagata, stiamo affrontando le emergenze, ma è davvero una situazione pesante».
GAVI

Bomba d’acqua su Gavi, dove in sei ore sono caduti 380 millimetri di pioggia, con un picco di 92 mm in una sola ora. Danni ai vigneti e all’agricoltura: distrutta la recente semina del frumento e a rischio la raccolta del mais. Forti piogge anche nel Piacentino, a Mantova e in Veneto, mentre una tromba d’aria ha spazzato la Versilia. Nell’entroterra ligure, situazione ancora critica a Rossiglione e a Campo Ligure, in Valle Stura, tornate a difendersi dalla tracimazione del fiume che dà il nome alla valle. Sulla città di Genova, l’allerta massima si è conclusa a mezzanotte ed è proseguita fino alle sei esclusivamente per La Spezia e le Cinque Terre. Continuano tuttavia i disagi per le famiglie: per la giornata di oggi è stata decisa la sospensione dell’attività didattica in tutte le scuole genovesi di ogni ordine e grado. Niente lezioni: il personale scolastico ha lavorato per verificare lo stato delle strutture, mentre gli alunni sono dovuti rimanere a casa. La giornata di ieri era considerata dall’Arpal ad altissimo rischio esondazioni. Il temporale autorigenerante si è sviluppato a partire dal primo pomeriggio, limitandosi a provocare nuovi allagamenti in città, che hanno riguardato anche gli spogliatoi e le aree tecniche dello stadio Luigi Ferraris. Confesercenti ha censito 2400 negozi danneggiati, il doppio rispetto all’alluvione del 2011.
LA VIABILITÀ

La persistenza del maltempo nel Nord-Ovest ha avuto gravi ripercussioni sulla viabilità: la linea ferroviaria Genova-Milano, appena riaperta dopo il deragliamento di un Frecciabianca venerdì, ha subito nuove interruzioni e i numerosi pendolari che ogni giorno fanno la spola tra i due capoluoghi hanno dovuto adattarsi al trasferimento in autobus organizzato da Trenitalia. Complicato raggiungere la Lombardia anche in autostrada: l’A7 è stata chiusa temporaneamente in più tratti e la riapertura completa è arrivata soltanto in serata. Disagi anche nel traffico aereo: quattro voli previsti in arrivo all’aeroporto Colombo di Genova sono stati dirottati su Milano o Pisa, mentre la maggior parte delle partenze è stata cancellata. Il governatore Claudio Burlando ha annunciato che lo stato di emergenza verrà proclamato venerdì, mentre aumenta la stima dei danni pubblici, salita da 200 a 300 milioni, mentre quelli privati – più difficili da censire – ammontano ad almeno cento milioni.
Già da ieri il maltempo ha cominciato a spostarsi anche verso il centro, con temporali e trombe d’aria in Toscana. E oggi potrebbe toccare il Lazio.

Il Messaggero