Genova nel caos accuse al sindaco Renzi: due miliardi contro il dissesto

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L’allerta massima sulla Liguria prosegue fino alla mezzanotte di oggi, ma ieri si è tirato un sospiro di sollievo: la città di Genova, devastata dall’alluvione di giovedì notte, non ha registrato nuovi danni e così il resto della regione. Dopo tre giorni, alla fine il sindaco di Genova è arrivato: nella mattinata di ieri, Marco Doria ha visitato il quadrilatero commerciale del centro, dove negozianti e volontari continuano a spalare il fango da venerdì mattina. Inevitabile la contestazione e le grida: «Dimissioni», «Vai a spalare». «Gli insulti me li aspettavo» ha commentato il primo cittadino, smentendo la sua fama di amministratore freddo e imperturbabile. «Sono ferito come genovese e come sindaco, ma non per gli insulti. Credetemi se vi dico che mi sentirei molto più gratificato e tranquillo spalando il fango, piuttosto che dover affrontare i problemi del sindaco di una città che vive l’emergenza. Questo è un lavoro difficile che qualcuno deve fare». Intanto, una prima azione concreta è stata la sospensione a tutti gli alluvionati di Tasi, Tari e Imu per il 2014. Il Comune promuoverà inoltre un fondo sul quale far confluire i contributi privati e che sarà integrato da risorse comunali.
Conclusa la kermesse del Circo Massimo, Beppe Grillo è tornato a parlare della sua città, criticando Renzi e annunciando per domani l’arrivo nel capoluogo: «Saremo a Genova a spalare, anche perché i nostri parlamentari sono abituati a spalare merda in Parlamento».
BAGNASCO

Dopo essere sceso in strada per primo, anche l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco ha rivolto un duro monito al mondo politico: «Nessuno deve vedere lo Stato distratto e lento rifugiarsi dietro il primato delle responsabilità, dietro una inaccettabile e macchinosa burocrazia». Non andrà invece a Genova il premier Matteo Renzi. Evitando di tornare sulle polemiche in merito ai mancati interventi preventivi, Renzi ha preferito lodare l’impegno degli angeli del fango. Al di là degli elogi, a chi attende interventi concreti Renzi assicura che «il governo c’è, per Genova e non solo» e annuncia lo stanziamento di due miliardi da impiegare per sanare le ferite del dissesto idrogeologico in tutta Italia. Lo Sblocca Italia varato dal governo potrebbe servire ad attivare quei 35 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza dei torrenti esondati, bloccati dalla burocrazia e dai ricorsi al Tar: «Se ricevo il via libera dall’avvocatura dello Stato e dal governo, io in pochi giorni affido i lavori per la messa in sicurezza del Bisagno» ha promesso il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando. Il fondatore di Italia Unica Corrado Passera ha polemizzato con Franco Gabrielli: «Se il capo della Protezione Civile dice che lo Stato è impotente e non sa difenderci, che insegnamento riceve il Paese?». Controreplica di Gabrielli: quando Passera era ministro «dimenticò di applicare una legge che egli stesso avevano concorso a realizzare».

Il Messaggero