Genny a’carogna

Antonello Angelini

Genny a Carogna è l’ uomo della settimana. E vorrei dire la mia sull’ episodio. Sarò come spesso accade un po’ controcorrente. Vi racconto cosa ho saputo : nella curva del Napoli certamente (ma probabilmente anche nell’ altra) erano saltati ogni tipo di controlli: tre persone entrate con un biglietto solo , altri gruppetti senza manco una fotocopia di un biglietto e biglietti falsi a go-go. Documenti non controllati e via dicendo. Hanno fatto entrare tutti perché farli stare fuori sarebbe stato più pericoloso visto che si temevano scontri anche con i Romanisti. Con buona pace di tornelli, biglietti nominativi e tessere del tifoso.

Tutte queste leggi sembrano fatte apposta per scoraggiare i tifosi perbene, ai quali si rompono le balle per poter avere un biglietto con tessera del tifoso , e invece non fare alcun danno ai tifosi che non dovrebbero entrare, i quali hanno sempre l’ amico al cancello o qualche altro stratagemma per riuscire ad avere il biglietto o comunque entrare. Contrariamente a tutti penso che la polizia possa “trattare” con Genny a Carogna, solo che va fatto prima della partita, oppure durante ma in modo discreto, con il fine di gestire il momento di crisi improvvisa. Parlamentare significa farlo non davanti a milioni di persone mandando una delegazione sotto la curva a guardare dal basso all’ alto Genny a’carogna.

Questo è da ingenui. In altre occasioni lo Stato con i suoi uomini migliori ha trattato con dubbi personaggi (pensate al caso Sgrena o al processo in corso sulla trattativa Stato-Mafia ), ma mai ufficialmente davanti a telecamere. E se nessuna trattativa fosse avvenuta come sostiene Alfano avebbero sbagliato due volte : hanno dato pubblicamente l’ idea di averlo fatto. E adesso tutti a scandalizzarsi per la maglietta di Genny a’carogna. A me quella maglietta pare non insulti la memoria di Raciti, casomai pone il problema della giustizia italiana dove ancora oggi dopo anni , chi ha letto le carte del processo , riferisce che chiarezza al 100% non sia ancora stata fatta. La morte di una persona è evento tragico a prescindere, ma altrettanto tragico sarebbe condannare una persona non per i tafferugli ,bensì per un omicidio che non ha commesso. E non sto dicendo che non lo abbia commesso , dico solo che per condannare bisogna essere certi , e anche cercando nel web si trovano articoli che lasciano qualche dubbio sulla colpevolezza. E poiché siamo nel paese dei capri espiatori , dei processi alcuni velocissimi e altri mai celebrati, ci facciamo qualche domanda grazie alla maglietta di Genny a Carogna. Il quale Genny non so se abbia letto gli atti processuali, ma basta leggere questa dichiarazione a sommarie informazioni del poliziotto Lazzaro subito dopo la

tragedia : “…mentre era in corso un fitto lancio di oggetti, si udivano i boati delle esplosioni, chiudevo gli sportelli ed innescata la retromarcia, ho spostato il Discovery di qualche metro. In quel

momento ho sentito una botta sull’autovettura ed ho visto Raciti che si trovava alla mia sinistra assieme a BALSAMO portarsi le mani alla testa. Ho fermato il mezzo ed ho visto un paio di colleghi soccorrere RACITI ed evitare che cadesse per terra” – Queste dichiarazioni sommate a quelle di un altro poliziotto , poi non confermate in toto a dibattimento , lasciano parecchi dubbi nonostante una sentenza definitiva. E’ stato anche scritto un libro , nel quale si racconta che non è stato possibile nemmeno ascoltare alcuni testimoni , intercettati per altre ragioni , si raccontavano di aver visto l’ auto della Polizia investire Raciti facendo retromarcia. Almeno quella maglietta ha avuto un merito, mi ha fatto tornare la voglia di informarmi e solo e soltanto per quella maglietta dico grazie Genny a carogna. Il tribunale di Messina si dovrà presto pronunciare per la riapertura del processo Speziale. Attendiamo fiduciosi.

Antonello Angelini

Il Tempo