Gaza, violata la tregua Netanyahu richiama i negoziatori dal Cairo

GAZA

Salta il cessate il fuoco, saltano i colloqui, fin qui assolutamente inutili, al Cairo. La crisi di Gaza va avanti tra missili di Hamas che ripartono verso Israele e bombe dello stato ebraico che tornano a cadere sulla Striscia. E nella capitale egiziana la delegazione si alza dal tavolo dei “negoziati” richiamata in patria dal premier Netanyahu. D’altronde, al Cairo si era arrivati con la premessa che tutto sarebbe stato annullato qualora il cessate il fuoco fosse stato violato. E così è stato.
Dopo aver dichiarato di aver intercettato tre missili lanciati dalla Striscia verso Beer Sheva e Netivot, Israele ha immeditamente ripreso a bombardare la Striscia da Nord a Sud. Dalle prime notizie provenienti da fonti sanitarie palestinese si apprende della morte di tre persone tra cui una donna e una bambina di 3 anni e il ferimento di una quarantina di palestinesi. In serata si moltiplicano i lanci di razzi verso Israele: suonano le sirene anche a Gerusalemme; un razzo lanciato verso la città Santa viene intercettato, due cadono vicino a Tel Aviv senza causare vittime. 
RECIPROCHE ACCUSE
A condire la ripresa delle ostilità militari, la solita sfilza di dichiarazioni in cui le parti si scambiano accuse reciproche. «Hamas ha violato la tregua» dichiara per primo il governo israeliano che poi annuncia l’ordine del premier Netanyahu di riprendere i raid. La replica arriva per bocca di Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, che afferma: «Non abbiamo alcuna notizia riguardo a lanci dalla Striscia verso Israele». Ma poco prima un altro portavoce del movimento islamico, Fawzi Barhoum, aveva avvertito: «Se Netanyahu non capisce il linguaggio dei nostri negoziatori al Cairo, noi sappiamo come farglielo capire». E infatti dopo alcune aore il braccio armato di Hamas rivendicherà il lancio dei tre razzi.
Da qui in poi è un susseguirsi di proclami che la dicono lunga sull’enormità della distanza che separa la crisi dalla possibilità di una pace duratura. «La lotta continuerà fin quando non arriveremo a realizzare gli obiettivi del nostro popolo e le sue aspirazioni di libertà e indipendenza nazionale», dice l’esponenti di Hamas al-Rishq dopo la ripresa dei raid israeliani contro la Striscia. I portavoce di Hamas invadono l’etere. Dice Mushi al-Masri: «Se Israele vuole la calma, spetta a Israele rispondere alle richieste e ai diritti dei palestinesi». Poi riparla Abu Zuhri che accusa Israele di aver lanciato i nuovi raid «far fallire i negoziati al Cairo. Israele – prosegue – ha tutta la responsabilità dell’escalation e delle sue conseguenze».
NEGOZIATO FALLIMENTARE
Ma i negoziati del Cairo danno l’impressione di fallimento a prescindere dalla ripresa delle ostilità. «I colloqui di pace con Hamas non servono agli interessi di sicurezza di Israele, dunque non ha senso continuare» dichiara il ministro degli Interni israeliano Gideon Saar, citato dal sito Ynet.
Secondo Abu Zhuri al Cairo si è vista chiaramente la volonta di Israele di non voler andare avanti nei colloqui. «Israele tergiversa e non mostra alcuna volontà di voler arrivare a un’intesa. Nnon c’è stato alcun progresso nei colloqui di pace al Cairo e gli attacchi israeliani hanno l’obiettivo di fare pressioni sulla delegazione palestinese». La stessa cosa pensa il governo israeliano dei razzi lanciati dalla Striscia verso Israele. «Quando teniamo colloqui di pace con un’organizzazione terroristica otteniamo ancora più terrore. Hamas ritiene che il lancio di razzi li possa aiutare a raggiungere i loro obiettivi nei colloqui e così sparano anche durante il cessate il fuoco. I razzi non sono un incidente, per quanto ci riguarda». A dirlo è il ministro dell’Economia e membro del Gabinetto di sicurezza israeliano Naftali Bennett. «Solo una risposta forte – sostiene Bennett – «sarà in grado di fermare il deterioramento della situazione. Prima o poi Israele dovrà sottomettere Hamas, non c’è modo di evitarlo». E della necessità di una punizione ancora più pesante per Hamas ne parla anche il ministro della Giustizia israeliano Tzipi Livni che si dice favorevole a infliggere un duro colpo militare a Hamas, ma che, «al fine di effettuare un reale cambiamento nella Striscia di Gaza, Israele ha bisogno di collaborare con l’Autorità palestinese».

IL MESSAGGERO