Gaza, nuovo appello dell’Onu: “Tregua subito e senza condizioni per consentire soccorsi e aiuti”

GAZA

E’ stata una delle poche notti senza razzi ed esplosioni negli ultimi venti giorni: nessun razzo è stato sparato da Gaza, ha detto un portavoce dell’esercito israeliano, e l’aviazione d’Israele non ha condotto alcun raid dalle 23 di ieri. Nella notte è arrivata però la nuova dichiarazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che davanti allo stallo delle trattative tra le parti in conflitto rischia di rivelarsi solo l’ennesimo appello di fronte a una situazione ad altissima tensione. Nella dichiarazione, adottata all’unanimità dopo una riunione d’urgenza, si chiede “un cessate il fuoco immediato e senza condizioni” tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Il consiglio ha quindi invitato a rispettare “il diritto umanitario internazionale, in particolare quello riguardante la protezione dei civili”, e ha sottolineato “la necessità di fornire immediatamente assistenza umanitaria alla popolazione palestinese nella Striscia.

A pochi giorni dal bombardamento di una scuola dell’Onu a Gaza, il consiglio ha ricordato che “i siti civili e umanitari, tra cui quelli dell’Onu, devono essere rispettati e protetti” ed aggiunto che il cessate-il-fuoco sia rispettato nel corso della festività islamica dell’Eid al-Fitr, per la fine del Ramadan (che comincia oggi). Dall’inizio delle ostilità, l’8 luglio scorso, sono rimasti uccisi oltre 1.030 palestinesi ( i feriti solo oltre 6 mila) e 51 israeliani, di cui 47 soldati.

Il documento finale ha deluso il rappresentante palestinese al Palazzo di vetro, Riyad Mansour, secondo cui il consiglio avrebbe dovuto approvare una risoluzione formale con la richiesta del ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza: “Avrebbero dovuto adottare una risoluzione tanto tempo fa per condannare e chiedere di fermare subito questa aggressione”, ha detto Mansour. Ma ha deluso anche Israele, secondo la quale il consiglio ha omesso di citare i razzi sparati da Hamas verso il territorio dello stato ebraico.

L’appello dell’Onu è arrivato a poche ore da quello inviato al premier israeliano Netanyahu dal presidente Usa, Barack Obama, il quale aveva chiesto una tregua immediata e incondizionata, definendola “imperativo strategico” nel percorso per arrivare a una possibile interruzione del conflitto.

Fonti dell’esercito israeliano hanno confermato stamattina il cessate-il-fuoco, aggiungendo che è “senza limiti”, ma anche ribadito che nell’enclave si continuerà a distruggere i tunnel, utilizzati dalle milizie dei gruppi radicali palestinesi per attaccare oltre confine e stivare armi.  L’esercito israeliano, secondo quanto riportato da media locali, stamattina ha risposto al lancio di un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza contro la città di Ashkelon. I militari hanno colpito in direzione di Beit Lathia, la località della Striscia dalla quale era partito il razzo.

LA REPUBBLICA