Gaza, Israele annuncia tregua umanitaria di sette ore. Nuovi raid

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L’esercito israeliano ha annunciato una tregua umanitaria di sette ore a partire dalle 10 ora locale (le 9 in Italia) a Gaza, con l’eccezione dell’area orientale di Rafah, “dove sono ancora in corso combattimenti e viene mantenuta una presenza militare”. La decisione di sospendere temporaneamente le ostilità è stata presa dopo una giornata durante la quale le forze armate dello Stato ebraico hanno ritirato la maggior parte delle loro truppe dalla Striscia, ma hanno portato avanti l’operazione “Margine protettivo”, tra l’altro con un attacco nei pressi di una scuola gestita dall’Onu. Un’azione condannata dalla comunità internazionale, in particolare dalle Nazioni Unite e dall’amministrazione americana. 

Nella notte i raid sono continuati. E secondo fonti mediche locali, almeno dieci palestinesi sono stati uccisi: cinque persone sono morte a Jabalya (nord), tre nei quartiere di Zeitun, Sheikh Radwan e Nuseirat a Gaza e un bimbo a Rafah (sud). E, secondo lo Shin Bet, citato dalla stampa israelina, è stato ucciso il capo dell’intelligence della Jihad islamica a Gaza, Danyal Mansur. In un blitz dell’esercito israeliano durante la notte. Mansur sarebbe stato il comandante del distretto nord e responsabile del lancio dei missili ad alta traiettoria contro il territorio israeliano durante l’operazione Pilastro difensivo del 2012. 

L’esercito israeliano ha colpito nella notte oltre 20 obiettivi nella Striscia di Gaza. 
Un portavoce militare afferma che nelle ultime 24 ore sono stati distrutti altri due tunnel. Secondo un alto responsabile dell’esercito, una volta che tutti i tunnel saranno distrutti, l’esercito riesaminerà la situazione per decidere come procedere.

Nel dare notizia del cessate il fuoco, il generale Yoav Mordechai, responsabile delle operazioni nei Territori, ha precisato che i militari israeliani risponderanno in caso di attacchi da parte di Hamas e ha invitato gli abitanti di due villaggi a est di Khan Younis a rientrare nelle loro case. 

Le tensione è comunque altissima anche a Gerusalemme. Stamattina giovani arabi a volto coperto hanno lanciato stamani pietre e fuochi d’artificio contro la polizia al Ponte Mughrabi e creato barricate ad entrambi gli ingressi della moschea Al-Aqsa, nella zona della Spianata delle moschee a Gerusalemme. La polizia locale, le unità speciali e le guardie di frontiera hanno alla fine arrestato i manifestanti all’interno della moschea. Cinque agenti sono rimasti leggermente feriti durante gli incidenti. 

In 27 giorni sono stati uccisi più di 1.800 palestinesi, tra i quali circa 400 bambini. Almeno 9.000 i feriti. Secondo i dati forniti da varie associazioni, sono state distrutte oltre 10.000 case. Sessantaquattro i militari e due i civili israeliani morti dall’inizio dell’offensiva.

LA REPUBBLICA