Garcia: “Siamo a Barcellona con molta umiltà”

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Ai sempre più numerosi iscritti della corrente nel partito romanista che la Champions sia solo un magnifico e remunerativo contrattempo ficcato in mezzo al reale obiettivo del campionato, Rudi Garcia non dice nulla di più del minimo sindacale per invitarli a cambiare idea. «Conosciamo il contesto. Al Barça basta un pari per passare il turno, a noi pareggiare o perdere non cambia nulla, solo l’aspetto psicologico», sentenzia il tecnico giallorosso, consapevole che i punti fondamentali per passare agli ottavi non saranno questi con il magno Barcellona, ma quelli che arriveranno dal prossimo appuntamento con il Bate Borisov e da cosa combinerà il Bayer Leverkusen nelle ultime due giornate (domani in Bielorussia e tra due settimane in casa con il Barça) del girone.

«Servirebbe l’exploit», sospira Garcia, ben sapendo che contro il Barcellona che due giorni fa ha piallato il Real Madrid ci sarebbe bisogno di un vero e proprio miracolo calcistico. «Veniamo con molta umiltà – aggiunge l’allenatore francese, spazientendosi a una domanda se la Roma può pensare di affrontareMessi, Suarez, Neymar e compagnia a viso aperto – non siamo sconfitti prima di giocare, ma sappiamo che se faremo attenzione solo alla fase difensiva perderemo. Dobbiamo essere perfetti e cercare di sfruttare ogni possibilità. Se entriamo in campo pensando di aver perso meglio proprio non presentarsi: sfrutteremo l’occasione di giocare contro una delle squadre più forti del mondo e ci appoggeremo a quanto di buono abbiamo fatto nel pareggio dell’andata».

Intanto, con De Rossi ancora in forse (nonostante la presenza nella rifinitura), il lungodegente Totti, Salah e Gervinho a casa, affrontando l’amletico dubbio di quale sia l’abito migliore da indossare nella serata di gala al Camp Nou, Garcia sta seriamente pensando di tirare fuori dall’armadio il vestito di un 4-1-4-1 capace di mutare in un 4-4-1-1 o in un 4-3-3: probabile l’impiego dal primo minuto di Maicon, l’avanzamento di Florenzi (con Iago Falque largo sul versante sinistro) e uno tra Keita, lo stesso De Rossi e Vainqueur a fare da scudo davanti alla difesa.

«Sarà difficile, ma daremo il massimo», assicura Pjanic, osservato specialissimo (insieme a Dzeko) nella (quasi) impossibile missione romanista in Catalogna. «Non mi dispiacerebbe se la Roma passasse il turno – ammette l’ex Luis Enrique – ma per noi è una sfida fondamentale. Rispetto all’andata, mi aspetto una gara molto più aperta». Così aperta per il Barça da poter essere l’occasione giusta per rilanciare Messi dal primo minuto. «È sempre un piacere vedere i grandi campioni – dice, tra il serio e il faceto, Rudi Garcia – ma forse sarebbe meglio ammirarli in televisione che dalla panchina». Un altro piacevole contrattempo per la Roma.

La Stampa