Garcia : «Lo scudetto? Sono stato punito da una divinità per superbia»

ROMA  ATALANTA

Nella conferenza alla vigilia di Roma-Juventus, il tecnico giallorosso Rudi Garcia torna a commentare la sua vecchia dichiarazione, diventata un tormentone, sulla Roma che avrebbe vinto lo scudetto quest’anno: «Vedo la vostra ostinazione a chiedermi sempre questa cosa. Forse una divinità misteriosa ha voluto punirmi per la mia superbia? Ho solo voluto lottare contro un ambiente permeato di pessimismo ossessivo. Tutti dicono sempre “Non vinceremo mai, non ci faranno mai vincere”. Ma io non sono uno stupido e penso che quella dichiarazione fosse necessaria per mantenere ambizione e concentrazione al massimo. Lo scudetto? L’obiettivo è mettere la Roma al centro dell’Italia, non solo al centro del villaggio. Ora e nel futuro e tutto questo non si fa in pochi giorni. Siamo stati sfortunati per i tanti infortuni e abbiamo commesso i nostri errori. La prossima volta che mi farete questa domanda vi manderò a quel paese (ride, ndr). Con questa dichiarazione ho voluto caricare e dare orgoglio anche ai nostri tifosi , che hanno vinto pochi scudetti. La Roma sta costruendo un futuro per vincere ogni anno lo scudetto e combattere per la Champions».

DOUMBIA OUT – Il ritorno di Iturbe fa rifiatare Garcia, a corto di uomini in attacca, nonostante il mercato di gennaio. Ma Doumbia non sarà neanche convocato: «Florenzi, Iturbe e Doumbia? Florenzi è al 100%, Manuel sta tornando bene, non ha una gara intera nelle gambe, ma un’ora-un’ora e un quarto sì. Doumbia ha una lombalgia, non lo convocherò domani, bisogna rimetterlo al giusto livello fisico. È da troppo tempo che non si allena normalmente. Non ci sarà, ma come abbiamo visto col Feyenoord, col rientro di alcuni giocatori ho delle soluzioni. C’è anche Verde, rimasto in panchina giovedì. Con il ritorno di tanti giocatori siamo più forti e competitivi. Per Maicon invece è troppo presto».

JUVE E RIVINCITE – Il tecnico francese non sembra a caccia di rivincite, ma sicuramente questa non è una partita come tutte le altre, soprattutto a livello ambientale. E allo Stadium l’accoglienza per la Roma fu problematica: « Questa Juventus è prima a nove punti dalla seconda, vuol dire che per il momento è la squadra più forte del campionato. La squadra soffre la sindrome del braccino contro avversari di pari livello? Bisogna vedere ogni singola gara, valutare caso per caso. Ci sono stati risultati negativi dopo ottime prestazioni. Parlare del passato non serve a nulla, vogliamo un bel futuro.  Una rivincita dell’andata? C’è solo l’attualità, che dice che la seconda in classifica riceve la prima e saremo motivati al massimo. Mi auguro di vedere una bella partita, che ci sia fair-play, con un’accoglienza a livello della Roma e non come quella dell’andata. Sul campo lotteremo».

LA TATTICA – Da qualche partita Garcia sembra insister molto sul modulo 4-2-3-1 con l’avanzamento di Pjanic: «Abbiamo tante frecce al nostro arco, questo modulo lo conosciamo e usiamo da tempo e serve saper cambiare in corsa. Non penso che una squadra come la Juventus venga qui per pareggiare, cercherà di vincere. Non cambia niente per noi, siamo in due a voler vincere. La differenza tra Roma e Juventus è legata agli infortuni? Ha risposto bene il presidente Pallotta. Se a loro fossero mancati per lungo tempo Pirlo e Pogba, come sono mancati Castan e Strootman,  la loro squadra sarebbe stata meno forte. Domani bisogna fare una partita di altissimo livello, sull’onda di quanto fatto giovedì. Bisogna avere un atteggiamento di riflessione, non basta solo la voglia. Vediamo se siamo capaci. Non ci sarà altro obiettivo che i tre punti.

CORRIERE DELLO SPORT