Garcia: “Abbiamo fallito, ma non mollo”. Pallotta: ”Chiedo scusa ai tifosi”

GARCIA

“Spingerò questa squadra fino alla morte, se serve”. L’eliminazione in Coppa Italia per mano dello Spezia è solo l’ultima tappa di un periodo nerissimo, al punto che cresce l’impressione che il rapporto tra Roma e Garcia – amareggiato per il risultato, per la prestazione dei suoi e per i primi cori contrari dedicati dai (pochi) tifosi presenti – possa essere sempre più vicino alla rottura. La sua posizione inizia a vacillare sia per la dirigenza – a colloquio con l’allenatore al termine del match – sia agli occhi della squadra, uscita dall’Olimpico tramortita e nervosa, che ora potrebbe andare in ritiro fino alla sfida di domenica contro il Genoa.
In serata si fa sentire il presidente Pallotta: ”A nome mio e della società chiedo scusa ai tifosi per la partita di oggi. Le mie congratulazioni allo Spezia”. Ma anche la curva Sud che “invita tutti i settori dello stadio, dalla curva alla tribuna, a rimanere a casa. Indifferenza totale”.

CONFRONTO GARCIA-DIRIGENTI – Le frasi e gli auspici del francese per conferire nuova linfa alla sua squadra, sono sempre le medesime: “Dobbiamo migliorare, continuare a lavorare e ritrovare lo spirito dei lupi che avevamo fino al derby”. I “lupi”, però – come accaduto in occasione del pareggio contro il Bate – sono usciti di nuovo tra i fischi dell’Olimpico, semi-deserto. Per la prima volta da quando siede sulla panchina della Roma, anche il tecnico è stato bersagliato dai cori dei tifosi che ne hanno chiesto le dimissioni. A questo lui non pensa (“Non mollo mai”) ma è il pensiero su cui si sono confrontati i dirigenti (alla presenza dell’allenatore) al termine del match, in un briefing per tirare le somme a seguito di un risultato non accettabile per i piani alti di Trigoria. Viste anche le chance che il tabellone avrebbe offerto ai giallorossi per arrivare all’ultimo atto della competizione. Di esonero, almeno fino alla sfida col Genoa, non se ne parla. In base al risultato, si vedrà. “E’ normale che questa sera i tifosi non siano contenti – ha commentato il francese –  Siamo arrabbiati, non dovevamo dare questo spettacolo. I tifosi devono sapere che non siamo solo delusi ma anche arrabbiati, spero che domenica dimostreremo di mettere in campo questa rabbia”. “Soprattutto nel primo tempo, c’e’ mancato un po’ di tutto. Alcuni hanno perso la fiducia, non è normale non saltare l’uomo o non prendere rischi ma giocare solo lateralmente o all’indietro. Questa sconfitta deve servirci da lezione: non si va da nessuna parte se si gioca coi dubbi”, entra nell’analisi tecnica della gara. “Dobbiamo ritrovare la fiducia e questo spetta solo a noi, nessuno ci puo’ aiutare – sottolinea il mister giallorosso – ora sarà fondamentale la gara di domenica contro il Genoa, ci serve una vittoria. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio ma non e’ normale segnare nemmeno un gol e andare ai rigori, che come si e’ visto sono una lotteria”.

NERVOSISMO TRA I CALCIATORI: IPOTESI RITIRO – Anche i calciatori sono apparsi rabbiosi e delusi per l’eliminazione agli ottavi (che non accadeva dal 2000-2001, quella contro l’Atalanta cui seguì contestazione). Volti tirati e nervosismo nella mixed zone dello stadio: alcuni hanno dato in escandescenza, come Rudiger, che dopo uno sfogo ad alta voce con un suo conoscente, ha letteralmente preso a spallate una transenna. Segnali di una frustrazione figlia delle difficoltà della squadra nel trovare la via del gol (4 gol nelle 7 gare dal derby dell’8 novembre), a dispetto delle tre partite consecutive a porta inviolata. Nessun problema, però – stando alle parole di Garcia – tra lui e il gruppo. Dell’ipotesi ritiro ne parleranno insieme a Trigoria, giovedì mattina: “Se mi sento tradito? Conosco e amo i miei giocatori. Forse qualcuno non ha compreso la difficoltà della gara. Dobbiamo guardarci allo specchio, io lo faccio per primo. Senza fiducia non si va da nessuna parte. Dobbiamo lottare, finire il 2015 bene e c’è solo un modo, vincere domenica”. Per Garcia il problema è innanzitutto mentale: “Abbiamo fatto tre gare senza prendere gol ma abbiamo perso equilibrio, non segniamo più. Ci manca qualcosa, oggi era normale vincere con la squadra messa in campo e questo e’ davvero un fallimento. Restiamo in piedi nella tempesta, ci serve carattere e orgoglio, per dimostrare gia’ domenica che possiamo fare molto meglio. Come questa sera invece non va: non dobbiamo mollare ma ritrovare lo spirito dei lupi che avevamo fino al derby. Ora basta con questa striscia senza vittorie, domenica possiamo rimettere tutto a posto”.

DE SANCTIS: “NON SFUGGIAMO ALLE NOSTRE RESPONSABILITA'” –“Non ci possiamo sottrarre dal prenderci le nostre responsabilità”. Morgan De Sanctis non si nasconde non si nasconde. “Come ci capita ultimamente, abbiamo faticato a produrre un gioco brillante che metta in difficoltà l’avversario – spiega l’esperto portiere giallorosso- E’ vero che con il Bate Borisov potevamo avere la giustificazione che il pari poteva essere utile, e quindi c’era la preoccupazione di difendere, a Napoli pero’ abbiamo fatto pochissimo e ci siamo difesi bene ed oggi abbiamo confermato che ci difendiamo con ordine, ma continuiamo a non essere brillanti e a non mettere in difficolta’ gli avversari. Considerano soprattutto i valori di oggi, avremmo dovuto fare molto di piu'”. Per De Sanctis è difficile individuare le cause di questa involuzione della Roma: “Per me è evidente che da parte di tutti bisogna metterci qualcosina in più nella fiducia, nella dinamicità, nella freschezza e nella voglia di prendersi delle responsabilità. Non bisogna limitarsi al compitino ma fare qualcosa in piu’ per raggiungere i risultati. Da punto di vista offensivo, e non mi riferisco solo agli attaccanti ma all’intera fase offensiva, nelle ultime partite e’ successo che la squadra fa fatica: e’ evidente che bisogna fare qualcosa in più”.

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