Galliani a Madrid per Ancelotti: “Non mollo, lo seguo anche in Canada”

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Ancelotti-Galliani, primo contatto. L’amministratore delegato del Milan qualche ora prima aveva pranzato con i dirigenti dell’Atletico Madrid per parlare di Alessio Cerci – che non verrà riscattato, dopo sei mesi con più ombre che luci – e di Mario Mandzukic, che invece piace molto per la prossima stagione, ma la cena era ben più importante: congedato ormai Inzaghi, che sabato contro l’Atalanta chiuderà la sua esperienza sulla panchina rossonera, il club ha bisogno di un allenatore. E Berlusconi ha annunciato che se Ancelotti non fosse stato confermato dal Real Madrid, sarebbe tornato al Milan, poche ore prima che la Casa Blanca desse il benservito al tecnico che un anno fa aveva vinto la Champions League. I dubbi del tecnico restano: prima dell’esonero aveva dichiarato l’intenzione di prendersi un anno sabbatico in caso di mancata riconferma, non propriamente un’apertura al suo ex club. Ma il Milan ci crede, Berlusconi in particolare: Galliani ha provato per tutta la sera a convincere il tecnico, e continuerà a farlo nelle prossime ore.

SECONDO APPUNTAMENTO — “Carlo sa che se non mi dice di sì adesso vado a Vancouver con loro: anche la moglie è d’accordo – ha dichiarato Galliani all’uscita dalla cena – ma spero che non serva arrivare fin là”. Tra due giorni il tecnico andrà in vacanza nel paese d’origine della moglie, ma il dirigente rossonero non ha intenzione di mollare la presa: “Carlo fa parte della nostra storia, l’ho incontrato per la prima volta a Roma nell’87, 28 anni fa, e non lo mollo. Sono venuto qui a Madrid per riportarlo al Milan, ci rivedremo anche domani”.

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