Furti a casa, i consigli di Carminati: «Contro i ladri le impronte digitali»

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Il Carminati pensiero spazia dalla filosofia alla politica, dalla cultura all’arte, ma dove proprio l’ex Nar riesce a dare il meglio, è sulle tecniche per rubare o su quelle per proteggersi dalle “attenzioni” delle guardie. E anche se, dopo l’ultimo periodo passato in carcere, Massimo il Cecato, ha fatto il salto ed è padrone di mezza Roma, sembra avere nostalgia di quando faceva il criminale da strada. Non c’è intercettazione in cui non ricordi le gesta della Banda, o che consigli di come farla franca con le forze dell’ordine.
I FURTI
L’ultima “massima” affronta il tema furti in appartamento. Il dialogo, anche questa volta ascoltato dagli uomini del Ros, diretti dal colonnello Stefano Russo, riguarda una conversazione tra Carminati e l’amico Emilio Gammuto, avvenuta l’11 dicembre di un anno fa. Il “Nero” spiega che è sbagliatissimo difendere una casa con una serratura troppo pubblicizzata e famosa, perché fatta la chiave trovato il passepartout. L’unico sistema, a suo dire, per tentare di limitare gli accessi sgraditi potrebbe essere quello di utilizzare una serratura con impronta digitale, qualcosa di sofisticato, made in Usa, in commercio a caro prezzo. Il discorso parte «dai professionisti» in grado di individuare “le cimici”, posizionate dagli investigatori, e in un attimo arriva «ai chiavari».
«Un tempo si utilizzavano loro, se sfruttava er chiavaro – dice l’ex terrorista – gente dell’ambiente che se prestava…adesso so professionisti loro. Mo arrivano, t’aprono i cilindri europei come se fossero…». «Hanno fatto vedere su sky tempo fa – conferma Gammuto -… ma se parla de secondi eh!». «Sìììì – replica Carminati – quello vabbè io l’ho sempre visto fa’ perché quando andavo a rubbà io c’avevo gli amici miei…lo sai in quanto aprivano na Cisa (un tipo di serratura ndr).? Sotto al minuto. Non l’aprivano, la facevano. Capito come?…Ca limetta pum pa pam e aprivano na Ci, una così? Un minuto! Cioè senza avere la chiave della serratura».
L’amico lo ascolta e ride. «Mitico», dice. E lui si infervora: «Sì, però adesso proprio c’hanno…come se dice…loro mappano, mettono una fibretta ottica dentro: vedono la mappa della chiave… mettono un filo con la testa (inc) la fibra ottica con la telecamera la infilano dentro e se ne vanno. La volta dopo te portano la chiave». E l’amico: «Così non c’hai difesa però…poi fai come te pare a te. Io, a esempio, alla serratura di casa me la so fatta modificare da uno che rubba. Me l’ha limata». «So i meglio – dispensa ancora consigli il Cecato – Ma che è a cinque cilindri?» «È a cinque cilindri! – conferma Gammuto – Però gli ha levato… non so che cazzo ha fatto… ha smontato tutto e l’ha limata».
LE IMPRONTE
Il “Nero” ci tiene a far capire che la sa lunga sull’argomento e aggiunge particolari anche su come difendere la propria casa: «C’ho degli amici miei chiavari…me dicono che ce ne stanno alcune che sono inattaccabili. Ora, poi, trovano il sistema per attaccarla. Ci mettono sei mesi, ma l’attaccano, capito? Le più sicure…quelle miste che c’hanno l’elettronica e la chiave insieme. Con la chiave che ha l’impronta sopra. Però tu la chiave ce l’hai soltanto te, è chiaro che non la devi dare in giro. C’è una memoria dentro la serratura che legge l’impronta. Se non legge l’impronta o la chiave è modificata prende e te la blocca, e va in blocco». Alcuni modelli riescono a «memorizzare quattro o cinque impronte, è proprio fica…“na figata”». Le serrature, iper garantite, però, costano una bella cifra. L’ex Nar lo spiega bene: «Stanno in commercio. Sò americane, perché coi cilindri europei hai visto come fanno». In ogni caso, è l’ultimo consiglio: «Una chiave è sicura nella misura in cui ce ne stanno poche. Se ce ne stanno poche in giro non si mettono a studiarle. Ma se la chiave è pubblicizzata…è il momento che la trovano subito, perché l’hanno studiata». Come dire: padroni di casa avvertiti.

Il Messaggero