Fuga per la vittoria

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“Marcello come here”. Chi non ricorda il celeberrimo richiamo di Anita Ekberg che invitava Marcello Mastroianni a raggiungerla nella fontana di Fontana di Trevi. Molti avranno pensato a quella frase non appena si sono perse le tracce dell’ex senatore Dell’Utri, fuggito in Libano (per apparenti motivi di salute) e catturato qualche ora fa. Siamo alla fine di un percorso, siamo a pochi giorni dalla decisione definitiva della Corte di Cassazione sulla condanna a sette anni inflittagli nel giudizio di secondo grado.

Diciamolo seriamente: la scusa delle due mediche in terra straniera regge poco. La sanità italiana farà anche acqua da molte parti, ma di eccellenze ne abbiamo. Non è il primo né sarà l’ultimo a tentare la carta della fuga prima del giudizio universale, ma ci sono molte altre persone che attendono con dignità la pronuncia finale per poi dirigersi verso le patrie galere senza tentare trucchetti da provetto prestigiatore. Giusto o sbagliato che sia, vi sono stati due gradi di giudizio che hanno sancito una condanna.

Bene avrebbe fatto il Sig. Dell’Utri ad attendere, bene magari avrebbe fatto lo stato italiano a privarlo, seppur temporaneamente, del passaporto, invece di fare ancora una volta la figura del fesso, con imbarazzi a dir poco comici. Martedì si saprà; una strana coincidenza si verificherà molto probabilmente in quella fatidica giornata: da una parte, come detto, la decisione della Cassazione, dall’altra la pronuncia del Tribunale di sorveglianza sull’affidamento ai servizi sociali dell’altro ex senatore Berlusconi. I due amici, i due fondatori di Forza Italia, uniti e, parafrasando un famoso film, travolti da un insolito destino. Chiedeva e chiede tuttora agibilità politica l’ex Cavaliere, alla fine otterrà un giorno alla settimana per mezza giornata. Più agile di così. Lui non fuggirà (se voleva lo avrebbe già fatto), di sicuro ha vinto lui ancora una volta. Chapeau.

Alessandro D’Offizi