Frosinone, parola alla difesa

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FROSINONE Un calciatore inglese di media levatura ma di buona parlantina, tale John Gregory, affermava: «Gli attaccanti vincono le partite. Le difese i campionati». Una frase molto azzeccata specie nella serie A italiana e in particolar modo sviscerando quello che è il cammino del Frosinone di mister Stellone. La squadra canarina, alla prima esperienza nella massima serie, sta dimostrando una solidità oltre ogni più rosea aspettativa.

Di certo l’obiettivo giallazzurro non è quello di vincere il campionato, ma la salvezza vale uno scudetto. Fino a questo momento i numeri sono dalla parte del club ciociaro, con il dato dei gol subiti che va ben al di sopra di ogni attesa. La squadra di Stellone ha subito dieci reti ed è la decima difesa in tutto il campionato. Sotto al Frosinone ci sono tutte le squadre che lottano per la salvezza e non solo. Il Carpi ha subito 19 gol, l’Empoli 14, il Bologna 13, Verona ed Udinese 11. Ma ci sono anche squadre di ben altra caratura come il Milan e la Lazio. A parità di gol subiti col Frosinone c’è la Roma ed è tutto dire.

Il Frosinone però non è una squadra catenacciara e questa è la base da cui partire nell’analisi del pacchetto arretrato. La squadra di Stellone, così come accadeva in B, non ha variato il suo atteggiamento: mantiene una difesa quanto più ordinata possibile attraverso una mentalità propositiva. A dimostrazione di ciò ci sono i tiri subiti da Leali, che è uno dei portieri più impegnati della serie A ed uno dei segreti di questa solidità. La coppia centrale che Stellone considera titolare è quella composta da Diakité e Blanchard, difensori complementari che si stanno ben disimpegnando. Il francese, fa valere la sua esuberanza fisica e l’esperienza, mentre il toscano sta dimostrando, pure in A, una spiccata capacità di impostazione della manovra oltre all’attenzione difensiva.

Una partita a testa, anche per i due centrali alternativi, Russo e Bertoncini. Entrambi esordienti in serie A non hanno sfigurato, il primo nella gara d’esordio col Torino al posto di Blanchard e il secondo nella trasferta di Roma con Lazio al posto di Diakité. Buone indicazioni sono arrivate anche dagli esterni difensivi: Rosi è inamovibile sulla fascia destra, con l’unica eccezione della gara con la Juventus in cui è stato sostituito da Matteo Ciofani. Più alternanza invece sulla sinistra tra Crivello e Pavlovic: lo svizzero è cresciuto alla distanza e si è fatto preferire al mancino delle due promozioni, ma quando il ragazzo siciliano è stato chiamato in causa, non ha mai sfigurato.

Una difesa che dimostra, così come tutta la rosa canarina, di essere parte di un gruppo forte e coeso, che al di là degli uomini che scendono in campo, riesce a dimostrarsi sempre all’altezza della situazione. Ma il segreto, alla fine di tutto è un altro: il Frosinone subisce pochi gol perché il sacrificio è nel Dna della squadra e lottare per raggiungere il risultato è un obiettivo che porta a sacrificarsi non solo i difensori, ma anche i centrocampisti e gli attaccanti.

IL TEMPO