Frecciate al veleno fuori dal campo Federer-Nadal, la sfida è già iniziata

NADAL

Federer e Nadal: amici, nemici, o forse semplicemente avversari. Enormi, leggendari, probabilmente irripetibili. Che si rispettano (molto) e quando a Wimbledon si incontrano nel “prato” fuori dagli spogliatoi si stringono la mano cordialmente – e chi scrive può testimoniarlo – ma che in campo e in conferenza stampa non se le mandano a dire. Del resto Federer, Mr Nice, il fuoriclasse elegante, sorridente e supersportivo un paio di giorni fa l’aveva detto: «Fuori dal campo bisogna cercare di essere gentili con tutti, ma sul campo non si può sempre essere buoni. Se puoi vincere stiracchiando («sretching» in inglese, ndr) un po’ le regole, devi farlo. Senza guardare in faccia a nessuno». Cinismo giustificato. Solo che Roger, insieme con il ceco Rosol, non ha poi risparmiato le critiche al suo grande avversario, colpevole di violare – o sarebbe meglio dire “stiracchiare?” – in continuazione la regola che negli Slam impone una pausa massima di 20 secondi fra un punto e l’altro. «Ci hanno chiesto di rispettare i 20 secondi perché le pause rendono il tennis più lento – aveva detto Federer – e si rischia di annoiare gli appassionati».

Il rivale non ha gradito. «Questa dei 20 secondi è una canzoncina che ha un po’ stancato», ha replicato stizzito il numero uno del mondo, che in passato tante volte ha spiegato di considerare la regola nociva per un tennis diventato sempre più fisico, farcito di scambi ammazzarespiro. «In campo c’è un arbitro, lasciamo decidere a lui. Basta venire in sala stampa e parlare per esercitare pressioni. Quando parla Federer, parla Federer, adesso tocca a me. Due anni fa ho chiesto all’Atp come stava andando il tennis e mi è stato risposto che i fan erano in aumento, non in calo. Il problema è che ciascuno rigira le cose a proprio favore, come più gli conviene. E poi, se proprio vogliamo dirlo, Djokovic ci mette anche più tempo di me a riprendere il gioco…». Quindici pari.

Oggi Rafa e Roger tornano in campo per gli ottavi, separati da un paio di turni. Se si incontreranno ancora sull’erba sarà in semifinale. Sulla carta, invece, e dietro un microfono, hanno già iniziato a darsi battaglia. Senza risparmiarsi i colpi bassi.

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