Francesco arriva in Terra Santa: é la quarta visita di un Papa

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CITTÀ DEL VATICANO – «Noi stiamo assistendo a uno dei fatti più commoventi della storia…». Sono passati cinquant’anni da quando Dino Buzzati raccontava sul Corriere dell’arrivo di Paolo VI ad Amman, in Giordania, il primo viaggio di un Papa nei luoghi della vita di Gesù, coronato dall’abbraccio storico, il 5 gennaio 1964 a Gerusalemme, fra i successori di Pietro e del fratello Andrea: il vescovo di Roma e Atenagora, patriarca ortodosso di Costantinopoli.

Per commemorare l’anniversario, Francesco parte oggi per una visita di tre giorni fra Amman, Betlemme e Gerusalemme, dove pregherà con il Patriarca Bartolomeo al Santo Sepolcro, e già l’itinerario dice tutta la delicatezza del viaggio: Bergoglio è il quarto Papa in Terra Santa ma sarà il primo che domattina, in elicottero da Amman, atterrerà direttamente nello «Stato di Palestina», come da programma, senza passare da Israele; Gerusalemme è a pochi chilometri da Betlemme ma nel pomeriggio Francesco risalirà in elicottero per andare a Tel Aviv e da lì tornare indietro ancora in elicottero verso la città santa, il tutto per non arrivare in Israele atterrando a Gerusalemme ed evitare questioni diplomatiche intorno allo «status» della città. Il Segretario di Stato Pietro Parolin ha spiegato che il Papa insisterà su tre punti: «Il diritto di Israele di esistere e godere di pace e di sicurezza all’interno di confini internazionalmente riconosciuti; il diritto del popolo palestinese di avere una patria sovrana e indipendente, spostarsi liberamente e vivere in dignità. E poi il riconoscimento del carattere sacro e universale di Gerusalemme, come luogo di pellegrinaggio dei fedeli delle tre religioni monoteiste». Non mancherà una preghiera per la Siria e i cristiani.

Per la prima volta nel seguito papale ci saranno un rabbino e un imam, amici argentini di Bergoglio. Tre giorni fittissimi, scanditi da vertici con tutte le autorità politiche e religiose, tredici discorsi e tappe di grande valore simbolico. L’incontro di oggi con rifugiati a Betania, luogo del battesimo di Gesù, e di domani a Betlemme nel campo profughi di Dheisheh, dove vedrà centinaia di bimbi palestinesi. La firma di una «dichiarazione congiunta» con Bartolomeo e la preghiera comune dei cristiani al Santo Sepolcro, mai avvenuta prima. E lunedì la visita alla Spianata delle Moschee, la preghiera al Muro occidentale, la deposizione di fiori al Monte Herzl, sulla tomba del fondatore del sionismo, la visita allo Yad Vashem e l’incontro con sopravvissuti alla Shoah, fino alla messa al Cenacolo.

CORRIERE DELLA SERA