Formigoni, sequestrati beni per 49 milioni

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ROMA Viaggi di lusso, imbarcazioni, cene, una villa in Costa Smeralda. Sono le tangenti sotto forma di ”altre utilità” per le quali il prossimo 6 maggio l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, ora senatore Ncd, andrà a processo con l’accusa di associazione a delinquere trasnazionale e corruzione, assieme ad altre nove persone, per aver favorito rimborsi sanitari milionari alle Fondazioni Maugeri e San Raffaele. Per quelle regalie, ieri il gip di Milano Paolo Guidi ha deciso che i beni del ”Celeste” – la famosa villa ad Arzachena, conti correnti, proprietà immobiliari a Lecco e Sanremo, tre automobili – devono essere sottoposti a un sequestro preventivo per un equivalente di circa 50 milioni di euro (per l’esattezza 49.883.208). Il sequestro ha risparmiato il conto su cui Formigoni percepisce lo stipendio da parlamentare. «Tranquillizzo tutti, non ho mai posseduto nemmeno la centesima parte di 49 milioni di euro», è stata l’immediata reazione dell’ex governatore. Ma in caso di condanna definitiva, quei beni saranno confiscati. Assieme ad altrettanti su cui la Guardia di Finanza, sempre ieri, ha posto preventivamente i ’sigilli’. Si tratta di beni per 49 milioni che si presumono nella disponibilità di Alberto Perego, amico e coinquilino di Formigoni nella comunità Memores Domini, e di 39 milioni (a testa) del ”facilitatore” Pierangelo Daccò, dell’ex assessore regionale Antonio Simone e dell’ex direttore amministrativo Maugeri Costantino Passerino.

I SOLDI
Formigoni smentice di aver mai posseduto una casa in Sardegna. E precisa: «su uno dei miei due conti correnti figura un attivo di 18 euro e 20 centesimi, sull’altro un passivo di 75mila euro. Le mie tre auto sono: una Alfa Mito del 2012 per uso personale, una Panda del 2009 e una Multipla del 2008 in dotazione ai miei collaborato. Le mie proprietà immobiliari sono: un micro appartamento nella periferia di Sanremo di 36 metri quadrati e tre appartamenti in Lecco di 400 metri quadrati complessivi, che sono stati ereditati dai miei genitori». Sempre per la stessa vicenda, già nei mesi scorsi erano stati eseguiti sequestri per un valore di circa 53 milioni di euro a carico di Daccò, Simone e Passerino. Tra meno di un mese saranno tutti a processo.

IL MESSAGGERO