Floriani alla baby squillo «A che ora ci vediamo?»

PROSTITUTA SQUILLO

ROMA Altre giovani sfruttate, un video di un incontro e una ragazzina di 16 anni che restava in macchina per coprire l’attività della sorella e nascondere così ai genitori quello che succedeva in alcuni giorni della settimana. Sono i nuovi volti entrati nel giro di prostituzione a Roma, in cui erano coinvolte anche due studentesse di 14 e 15 anni. Ed emergono prove, secondo gli investigatori, anche su alcuni clienti, come le conversazioni telefoniche tra Mauro Floriani, le ragazzine e gli sfruttatori.
L’INDAGINE Ieri i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno notificato una nuova ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Mirko Ieni, il protagonista della vicenda al centro delle accuse. Dalle indagini è emerso lo sfruttamento della prostituzione nei confronti di altre due 19enni e lo spaccio di droga ad una 16enne, sorella di una delle due 19enni sfruttate. La ragazzina, che non si prostituiva ma alla quale Ieni avrebbe ceduto droga, restava in macchina ad aspettare mentre si svolgevano gli incontri di sesso della sorella: doveva coprire la sua attività affinché la famiglia non si accorgesse di nulla.
I VIDEO Inoltre, alcuni rapporti sessuali venivano filmati. Uno dei video, girato con un telefonino, è stato trovato sul computer di Ieni tra i file cancellati. Da questo è stato possibile risalire alle due diciannovenni che l’uomo sfruttava. Il filmato sarebbe stato effettuato all’insaputa delle persone riprese, perciò Ieni è accusato anche del reato di interferenza illecita nella vita privata, e si sente anche l’audio di una contrattazione di denaro. Dalla nuova ordinanza di custodia cautelare emerge che Mirko Ieni era innamorato di una ragazza che sfruttava e proprio per questo volle che la ragazza interrompesse la sua attività di prostituta.
IL CASO FLORIANI E tra i clienti che hanno avuto contatti con le ragazze minorenni e gli sfruttatori, emerge anche il numero di Mauro Floriani. «A che ora ci vediamo domani?», chiedeva Floriani al telefono ad una delle due adolescenti che si prostituivano nell’appartamento dei Parioli. La frase è estrapolata da una conversazione telefonica con una delle due ragazzine e, per gli investigatori, costituisce una delle prove che Floriani fosse un cliente abituale di almeno una delle due minorenni. In alcune conversazioni intercettate in più occasioni Floriani prende appuntamento con la ragazzina, si accorda sugli orari e luoghi dell’incontro.