Florenzi ribalta la Norvegia

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E cinquanta! L’Italia chiude imbattuta questa prima fase a gironi, conferma tutto il merito di una qualificazione già acquisita dopo il successo in Azerbaigian, chiude in testa il gruppo e si candida per un ruolo di protagonista all’Europeo che si disputerà in Francia la prossima estate. Contro la Norvegia pecca di superficialità, va sotto, ma poi reagisce e fa esultare l’Olimpico con i gol del padrone di casa e migliore in campo Florenzi e Pellè.

L’ITALIA RISCHIA LA BEFFA
Nel calcio la differenza non sempre la fanno qualità e tecnica. Serve voglia, determinazione e quel fuoco sacro che gli azzurri, con la qualificazione già in tasca e gli impegni di campionato che incombono, non hanno dimostrato di avere ieri sera all’Olimpico. Non basta il possesso del pallone, trotterellare con le redini del gioco in mano, e dimostrare di essere più forti per portar via una vittoria. Così, dopo 23 minuti di gioco solo azzurro, la Norvegia ha infilato un’Italia distratta in difesa e forse tornata con la testa al campionato. Era già successo contro l’Azerbaigian, primo errore e «zac» azzurrri castigati. Gli ospiti, è evidente, hanno più voglia e la speranza di potersi ancora infilare nell’imbuto, affollatissimo, che porta all’Europeo francese.

L’IRA DI CONTE
Il tecnico non l’ha presa benissimo, proprio lui che fa della forza di volontà, della «cattiveria» una delle sue armi vincenti da sempre. E poi, a fare la figuraccia all’Olimpico, davanti a un parterre d’eccezione, non ci sta davvero. Così, dopo quindici minuti di urla negli spogliatoi, rientra in campo un’altra Italia: ma anche un’altra Norvegia alla quale il vantaggio va benissimo e che si piazza li dietro a far barricate cercando di colpire in contropiede. In questo modo diventa tutto più difficile, gli spazi scompaiono e serve un guizzo «speciale» per entrare nelle maglie della fittissima difesa norvegese. Ci pensa alla mezz’ora Florenzi (il migliore) a togliere le castagne dal fuoco a Conte e ad evitare la prima sconfitta in questo torneo all’Italia. Peccato che poi l’arbitro Brych neghi al romanista la gioia della doppietta, regolarissima, nel suo stadio con la maglia azzurra. Pellè nel finale mette il sigillo che chiude la gara.

QUALIFICAZIONE
Ma alla fine quello che contava in questa fase a girone che si è conclusa ieri, era qualificarsi alla fase finale: l’Italia l’ha fatto e questo non era per niente scontato anche se uscire da un girone così sarebbe stato davvero un disastro. Troppo superiore il tasso tecnico degli azzurri rispetto agli altri, troppa l’attesa per questa nazionale che parte per l’Europeo con grandi ambizioni. Conte dribbla la domanda sull’obiettivo francese, ma non essere tra le prime quattro d’Europa sarebbe letto come un fallimento.

TANTE CERTEZZE
Il ct azzurro esce comunque da questa fase a gironi a testa alta e con molte certezze in più. Ha finalmente trovato un gruppo sul quale poter lavorare, fatto di almeno quindici giocatori che non potranno manc are all’avventura europea della prossima estate. Mancano i dettagli, piccole cose, ma la coesione con la quale l’Italia ha affrontato queste partite fa ben sperare: c’è un ampio margine di crescita e tanta voglia di stare assieme. E se il futuro di Conte sarà legato all’Italia si vedrà solo strada facendo. È chiaro che il tecnico non ha gradito qualcosa sulla gestione di alcune vicende (anche extracalcistiche) da parte della federazione, ma i segnali mandati negli ultimi giorni sono tutt’altro che di chiusura. «Nulla è scontato» le parole del ct che lascia tutto appeso.

Il Tempo