Florenzi: “Io, bimbo al parco giochi. L’Italia è più piccola del Brasile”

Alessandro Florenzi

La metafora perfetta la regala lo stesso Florenzi, quando racconta la sua emozione direttamente da Zurigo. Il centrocampista giallorosso non ce l’ha fatta a vincere il premio Puskas per il miglior gol del 2015. Sopraffatto da Wendell Lira e superato anche da Lionel Messi. Un terzo posto magro per la perla realizzata da Florenzi contro il Barcellona: una traiettoria divina, praticamente da metà campo, che però ha raccolto soltanto il 7.1% delle preferenze.

Ma questo non basta per spezzare la favola del centrocampista giallorosso: “Delusione? In realtà no, ho vissuto la giornata di oggi come un bambino al parco giochi. La vittoria di Lira? D’altronde l’Italia è più piccola del Brasile. Proverò a fare un gol più bello l’anno prossimo, anche se temo non sarà semplice”.

Il momento della roma — Sorrisi e un sogno che si realizza, ma un momento alquanto delicato con la sua Roma reduce da una vittoria nelle ultime dieci gare: “Mi godo questa serata, ma da domani dobbiamo lavorare di nuovo duramente. Solo così possiamo toglierci soddisfazioni e regalare gioie ai nostri tifosi”. Il centrocampista però glissa quando si parla di Garcia e ribadisce ancora il concetto: “Noi dobbiamo solo pensare a dare il massimo. E’ l’unico modo per uscire da questo periodo”.
IL SOGNO DI POGBA — Altrettanto soddisfatto Paul Pogba (che sfoggia un look tutt’altro che sobrio), selezionato nella top 11 ideale dell’anno 2o15: “Sogno ad occhi aperti; sono molto emozionato. Voglio continuare a presenziare qui, quindi devo concentrarmi giorno dopo giorno per migliorare”. L’obiettivo, nemmeno velato, resta un giorno poter alzare il Pallone d’oro: “Voglio poter vincere anche io un giorno. Quando? Impossibile dirlo, non so nemmeno se domani sarò vivo”. Scherza e si diverte il transalpino, che mette però fine alle voci diffusesi dopo la foto che lo ritraeva con Messi: “Io al Barca? Ho fatto foto anche con Florenzi prima. Il Bayern in Champions? Allegri è in grado di preparare le partite. Poi parlerà il campo”.

La Gazzetta dello Sport