Fisco, entrate giù del 7% controlli sprint sul 2012

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ROMA Tre miliardi e mezzo persi in un solo mese, quello di giugno. Il barometro delle entrate tributarie segna nuvoloso. La conferma è arrivata ieri dal Bollettino statistico della Banca d’Italia che ha quantificato in 42,7 miliardi di euro gli incassi contabilizzati nel bilancio dello Stato, in calo del 7,7 per cento rispetto allo stesso mese dell’ano in scorso. In valori assoluti un ammanco di 3,5 miliardi di euro. Nei primi sei mesi dell’anno, aggiunge la Banca d’Italia, le entrate tributarie sono diminuire dello 0,7 per cento (1,3 miliardi di euro). Un dato persino leggermente migliore a quello stimato dal dipartimento delle finanze (che utilizza un metodo di contabilizzazione differente), che nel bollettino diffuso nei giorni scorsi aveva quantificato la riduzione nella prima parte dell’anno nello 0,8 per cento. In realtà, avvisa sempre la Banca d’Italia, se si tenesse in conto la disomogeneità nella contabilizzazione di alcuni incassi rispetto allo scorso anno, la riduzione delle entrate tributarie sarebbe addirittura più pronunciata. Di quanto, tuttavia, il bollettino dell’istituto centrale non lo specifica.
LOTTA ALL’EVASIONE
Intanto l’Agenzia delle Entrate fa sapere che non abbandona gli accertamenti sulle annualità precedenti il 2012. La decisione di concentrarsi preliminarmente sull’evasione di quell’anno risponderebbe infatti a «esigenze di celerità ed economicità dell’azione amministrativa». A precisarlo è la stessa Agenzia in una nota, in relazione ad alcuni articoli di stampa apparsi in questi giorni e che riporterebbero un’errata lettura di una circolare (la 25/E del 2014) in cui è illustrata la strategia per la prevenzione e il contrasto all’evasione. Concentrandosi sul 2012, spiega l’Agenzia, gli uffici «potranno non solo accertare ma anche recuperare effettivamente e nel più breve tempo possibile le somme evase». Ma anche le annualità precedenti al 2012 saranno oggetto della massima attenzione e dei relativi controlli. «Non vi è quindi, nel modo più assoluto – conclude l’Agenzia – alcuna volontà di abbandonare l’attività di accertamento sulle annualità pregresse, ma viene esclusivamente perseguito l’obiettivo di contrastare in modo più tempestivo le frodi, i cui artefici fanno perdere le loro tracce in tempi brevissimi».

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