Fisco, debutta la fattura elettronica ma 450 enti non sono ancora pronti

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A partire da domani quasi 37 mila uffici di oltre 22 mila amministrazioni pubbliche e due milioni di aziende si scambieranno fatture esclusivamente in modalità elettronica. Sul nuovo ponte digitale che collegherà la Pa ai fornitori viaggeranno 50 milioni di «e-fatture», in grado di generare un risparmio fino a 2 miliardi di euro l’anno. Per qualcuno la fatturazione elettronica è la killer application in grado di traghettare la Pubblica amministrazione nel futuro. Dentro a ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza sociale è entrata in vigore già da quasi un anno, ma adesso sarà obbligatoria per tutti. Nessuno escluso. Non mancano però i ritardatari. Fino a poche ore fa erano circa 450 gli enti che ancora non si erano iscritti all’indice delle pubbliche amministrazioni secondo l’Agenzia per l’Italia digitale. All’appello non mancano solo piccoli Comuni, ma l’Unione delle Province italiane e parecchie federazioni sportive, dalla Federazione Italiana Scherma (Fis) alla Federazione Italiana Pallacanestro (Fip), fino ad adesso non avrebbero timbrato il cartellino.
LA LISTA NERA
Nella black list c’è spazio pure per parchi regionali e alcuni enti per il turismo. Eppure l’operazione richiede pochi minuti per essere eseguita. Mentre se l’amministrazione non s’iscrive l’intero meccanismo si blocca. Anzi non parte proprio: i fornitori non sanno dove spedire la fattura digitale. Tuttavia, considerato che si tratta di una rivoluzione senza precedenti, che coinvolge un universo variegato, è chiaro che non saranno qualche centinaia di enti non in regola a creare spavento. L’Agenzia per l’Italia digitale, a cui spetta il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana, è stata la prima a gettare acqua sul fuoco. Anche perché una settimana fa i ritardatari erano il doppio di oggi e molti di loro si sono iscritti proprio negli ultimi giorni. Il nuovo sistema comporta l’utilizzo di posta elettronica certificata, firme digitali e un software per l’archiviazione dei documenti, che dovranno essere conservati per dieci anni. È stato calcolato che le imprese fornitrici economizzeranno in media 8 euro per ogni fattura elettronica emessa. I vantaggi di questa rivoluzione non vanno però ricercati unicamente nei risparmi che produrrà. Col nuovo ponte digitale dedicato alle e-fatture si farà anche trasparenza sulle spese. Si saprà, per esempio, quanto è costato l’acquisto degli zoccoli sanitari in quella Asl. O quanto ha speso quella stazione dei carabinieri per l’intervento dell’elettricista. In questo modo si punta a sbarrare la strada all’accumulo dei debiti della Pa. Le aziende, dal canto loro, avranno un quadro sempre aggiornato dei soldi che devono ancora incassare dalla Pubblica amministrazione, un elemento capace di fare la differenza quando si è nelle condizioni di dover chiedere un aiuto in banca. Dal Pos obbligatorio al 730 precompilato che verrà inviato ai contribuenti a partire dal prossimo 15 aprile per via telematica, dal nuovo spesometro all’estensione della fatturazione elettronica a tutta la Pubblica amministrazione, quest’anno le novità in materia fiscale sono numerose. La diffusione su larga scala della fatturazione elettronica anticipa di qualche mese un’altra scadenza importante per il processo di digitalizzazione della Pa. Entro il 31 dicembre tutti gli enti dovranno dare la possibilità ai cittadini di pagare servizi e tributi in modalità elettronica.

Il Messaggero