Fiorentina spuntata in Bielorussia. Montella: “Serve serenità”

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Finora è l’Europa la terra di conquista viola: vittoriosa all’esordio del girone contro il Guingamp, la Fiorentina ci riproverà domani sera in Bielorussia. All’appuntamento di Europa League con la Dinamo Minsk Montella arriva dopo il pari di Torino e un nervosismo neppure troppo nascosto: la Fiorentina spuntata (a Rossi e Gomez si è aggiunto Cuadrado) merita il sostegno di tutto l’ambiente, il concetto di recente ribadito dall’allenatore. Al primo viaggio internazionale della stagione, Montella spiega: “Di gambe stiamo molto bene, di testa credo anche. Abbiamo bisogno di giocare con più spensieratezza senza troppi obblighi, per ottenere quello che meritiamo. Ci serve più entusiasmo, magari una vittoria ci aiuterebbe. Le tensioni? Non ci vorrei tornare, dico solo che mi sembravano attacchi esagerati, volevo difendere la mia squadra e certo non me stesso, ricevere critiche fa parte del mio mestiere”.
TURNOVER — La Fiorentina è atterrata in Bielorussia all’ora di pranzo, le due locali (l’una italiana): ritardo di un’oretta dovuto a un guaio alla partenza. Il pullman della squadra è rimasto intrappolato a due passi dall’aeroporto, traffico in tilt per una fuga di gas in una strada vicina (senza conseguenze). Fastidio superato, ora il gruppo è qui e dopo l’allenamento è Montella a proseguire: “Non possono giocare sempre gli stessi, qualcosa cambierò, non pensando all’Inter ma pensando solo a domani. Loro sono offensivi, validi e veloci: la partita importante è quella che ci aspetta tra 24 ore”.
BERNARDESCHI — Di fianco a Montella c’è il baby Bernardeschi, alla prima assoluta da titolare in maglia viola. Il talento ha segnato al Guingamp e servito l’ultimo assist a Babacar, sempre da subentrato. Stavolta, dal tunnel, dovrebbe sbucare dall’inizio: “L’esordio in Europa League è stato il mio giorno più importante. Io e Baba la nuova B2 (Baggio-Borgonovo, Batistuta-Baiano, le grandi coppie del gol viola hanno sempre avuto questa iniziale)? Paragoni troppo importanti, io e Baba abbiamo fatto solo poche partite, loro sono giocatori e persone che hanno toccato il top del calcio italiano. Penso di aver trovato finora buoni spazi, dipenderà ancora da me. Se mi guardo indietro vedo i sacrifici e le rinunce, ma se sono qui vuol dire che ne è valsa la pena. Sono a Firenze da 12 anni, è un orgoglio essere un giocatore della prima squadra, ora spero di togliermi altre soddisfazioni. Se sarò titolare sarà un’emozione unica”.
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