Fifa, Infantino è il nuovo presidente: “Inizia una nuova era”

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È Gianni Infantino il nuovo presidente della Fifa: l’ormai ex segretario generale della Uefa, svizzero di origini italiane si è imposto con 115 voti al secondo scrutinio. Battuto a sorpresa il favorito della vigilia, lo sceicco del Bahrein Salman Al-Khalifa. Il regolamento prevedeva un primo voto a maggioranza qualificata (due terzi dei votanti, quindi 138 su 207); e poi una serie di altre votazioni nelle quali sarebbe bastato il 50% più uno (104 voti). Nella seconda votazione, quella decisiva, Infantino ha ottenuto 115 voti, 11 in più della maggioranza assoluta del congresso. Lo sceicco Al Kalifa si è fermato a 88; 4 voti per il principe giordano Alì, nessuno per Champagne.

“NUOVA ERA” — “Voglio essere il presidente di tutte e 209 le Federazioni e insieme a loro rinnovare la Fifa e costruire una nuova era – ha detto Infantino nel primo discorso da nuovo presidente Fifa -. Il mio è stato un viaggio eccezionale in cui ho incontrato tantissime persone che meritano che la Fifa si altamente rappresentata. Noi rinnoveremo la Fifa e dobbiamo esserne orgogliosi”, ha aggiunto Infantino che ha ringraziato gli altri candidati, parlando di “un grande segno di democrazia”.

PARLA BLATTER — Arrivano intanto le congratulazioni da parte di Sepp Blatter, ex presidente squalificato per 6 anni dopo lo scandalo sulla corruzione: “Infantino ha esperienza, competenza, abilità strategiche e diplomatiche – dichiara il 79enne in un comunicato -. Ha tutte le qualità per continuare il mio lavoro e stabilizzare la Fifa”.

PRIMA VOTAZIONE — La prima votazione si era chiusa con una fumata nera. Nessuno dei quattro candidati (poco prima del voto Tokyo Sexwale si era ritirato) aveva raggiunto la maggioranza richiesta di 148 preferenze, ovvero i due terzi del totale dei votanti (207). Che l’aria stesse girando dalla parte del 45enne dirigente svizzero, però, era chiaro: a raccogliere più consenso in questo primo turno era stato proprio Infantino, con 88 voti. Subito dopo lo sceicco Salman Bin Ibrahim al Khalifa con 85. Molto più staccati gli altri due candidati: 27 preferenze per il principe Alì, 7 per Jerome Champagne.

TAVECCHIO — “Hanno vinto l’Europa del calcio ma anche il resto del mondo che il calcio lo ha nel Dna”: è il commento di Carlo Tavecchio, presidente della Figc, all’elezione di Infantino. “Auguro al nuovo presidente un buon lavoro, affinché possa guidare la Fifa in una nuova era – aggiunge il n.1 della Federcalcio – perché dobbiamo recuperare credibilità dopo un anno di umiliazioni: il calcio non è quello che è stato dipinto negli ultimi mesi. Il calcio mondiale ha bisogno di continuare nel percorso di riforme iniziato oggi e l’Italia è a disposizione per contribuire a questo processo di rinnovamento auspicato da tutti. Ha vinto un’idea è un progetto espressione di Paesi e Confederazioni che hanno il calcio nel dna”.
I CANDIDATI — Infantino, 45 anni, è un avvocato svizzero di origine italiana, segretario generale della Uefa. Il suo programma prevede il Mondiale a 40 squadre, 5 milioni di dollari a ogni federazione ogni 4 anni, 40 milioni a ogni confederazione. Salman Al-Khalifa, il grande sconfitto, ha 50 anni, è uno sceicco del Bahrein, nel calcio è presidente Afc e membro dell’esecutivo Fifa. Il suo programma prevedeva la riorganizzazione Fifa in una parte sportiva e in una finanziaria-commerciale. In lizza c’era anche Ali Bin Al Hussein, 40enne principe giordano. Presidente federale della Giordania e vice-presidente Fifa, voleva allargare il numero di partecipanti ai Mondiali, arrivare fino a un milione di dollari l’anno per ogni federazione e dare più poteri alle federazioni. Jerome Champagne, 57 anni, è un diplomatico francese ed ex dirigente Fifa. Il suo programma prevedeva, tra l’altro, una ridistribuzione dei fondi Fifa a favore delle federazioni più povere.
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