FI, l’ira di Berlusconi su Fitto e Bondi

SILVIO BERLUSCONI 2

ROMA Silvio Berlusconi è «furioso» con Raffaele Fitto. A fargli saltare i nervi, già molto tesi, sarebbero stati i pessimi sondaggi arrivati dalla Puglia e dalla Campania, con Forza Italia sotto il 12%. Ben lontano dai successi degli scorsi anni. «Tutta colpa di chi si ostina a criticare e a litigare. Ma adesso basta», scandisce l’ex Cavaliere a Denis Verdini, che tre giorni fa è tornato a palazzo Grazioli, dopo una lunga assenza, per cercare di riportare il leader sulla strada della mediazione. Inutilmente, finora.
LE TENSIONI
In Puglia, si stanno vivendo ore difficili. Fitto accetta di presentare una sua lista a sostegno di Francesco Schittulli, ma chiede l’inserimento dei suoi nella lista di Forza Italia. Schittulli, candidato da Berlusconi, che però non lo ha neppure ricevuto quando è arrivato a Roma, avverte che senza i fittiani «si va al massacro» e pretende garanzie sulla presenza dei Ricostruttori sia nella lista forzista, sia in una civica in suo appoggio. E tutti e due sono in aperta polemica con il commissario forzista, Luigi Vitali, paracadutato in Puglia da Berlusconi. Situazione in stallo, dunque. Tuttavia, l’accordo «è quasi obbligatorio», ragionano i vertici forzisti, a partire da Paolo Romani, che si dice «possibilista». Berlusconi si sarebbe preso tutto il fine settimana per decidere, ma in molti giurano che la Pasqua porterà consiglio e che martedì prossimo si troverà una mediazione.
LO SFOGO
Per ora, però, da Arcore filtrano parole di fuoco, che sembrano indirizzate proprio contro l’eurodeputato pugliese. Ricevendo alcuni militanti per gli auguri pasquali, Berlusconi detta la sua legge. «Stare in un movimento politico significa accettarne le regole, discutere liberamente, e poi collaborare lealmente alla linea che la maggioranza ha deciso. Solo a queste condizioni – avverte – Forza Italia può continuare ad affrontare con successo le sfide che ci attendono». E ce n’è anche per Bondi e la Repetti, che la prendono malissimo e si dicono vittime «di un sistematico linciaggio» e decisi «a non tacere». L’ex Cavaliere è severissimo. «Anche chi per ragioni personali ha abbandonato Forza Italia, venendo meno al mandato degli elettori, dovrebbe fare i conti con la propria coscienza restando almeno in silenzio». Berlusconi assicura che «tutti stiamo lavorando con impegno all’appuntamento elettorale delle elezioni regionali con la determinazione e la passione di sempre». Quasi un appello a chi si perde «in mille beghe». Per cui, raccontano, si sarebbe disamorato fino al punto di non volere «metterci la faccia in quella che si annuncia una debàcle». «Niente di più falso – ribatte il commissario pugliese Vitali – Berlusconi verrà in Puglia per la campagna elettorale». Fitto assicura collaborazione, ma ribadisce che «è inimmaginabile che Forza Italia possa escludere amministratori uscenti che vogliono dare il loro contributo». Si tratta sui nomi. Due fittiani, Zullo e Mattei, dovrebbero essere esclusi dalle liste perché, secondo Vitali, «hanno parlato contro Berlusconi». Schittulli, comunque, prende atto che «Forza Italia non ha ancora risposto alle mie ragionevoli richieste per avere liste forti in grado di vincere. A questo punto – scandisce – andò avanti con chi ci sta». Ossia con Fitto. Se non è una dichiarazione di guerra, poco ci manca.

IL MESSAGGERO