Ferguson. Un secondo giovane nero ucciso dalla polizia

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Una miccia che si accende ancora e ancora. Ferguson nel Missouri resta per un nuovo giorno il simbolo di un’America divisa, 10 giorni dopo l’uccisione di Michael Brown, diciottenne afroamericano contro il quale ha aperto il fuoco un agente di polizia bianco.

Ma la crisi s’aggrava con l’uccisione ieri di un secondo giovane nero da parte della polizia, a meno di 10 chilometri da dove è morto il 9 agosto Michael Brown. Stavolta il ragazzo, 23 anni, avrebbe avuto un coltello e avrebbe provocato la polizia mostrando l’arma, secondo la versione fornita dalle forze dell’ordine di St. Louis

“Il sospetto si è rivolto agli agenti” dice il Capo della polizia Sam Dotson “ha cominciato a muoversi verso di loro, si è portato le mani alla cintola, ha estratto un coltello e lo ha sollevato, brandendolo come per colpire e rivolto agli agenti ha detto adesso sparatemi, ammazzatemi”.

La situazione sta diventando esplosiva per Barack Obama il cui appello alla calma non sembra aver sortito alcun effetto. Il Ministro della Giustizia, l’Attorney General Eric Holder, ha promesso un’inchiesta trasparente sulla morte di Brown e sarà oggi di persona a Ferguson su richiesta del Presidente Obama.

EURONEWS