«Felipe sembrava Ronaldo»

LAZIO SAMPDORIA

Corre, Felipe. Corre e non si ferma più. In un mese si è preso la Lazio, ha spedito in panchina Candreva e regalato a Pioli dieci punti in quattro partite. Sembra incredibile, ripensando al giocatore smarrito e inconcludente dei primi sedici mesi biancocelesti. Eppure è tutto vero, come raccontano le ultime quattro gare: un gol decisivo a Parma, l’assist per sbloccare la sfida con l’Atalanta, le due reti con cui ha lanciato la Lazio a San Siro prima della parziale rimonta dell’Inter e una prestazione eccezionale ieri sera, con due assist e un fulmine imprendibile per il povero Viviano.

Corre, Anderson. Corre come un campione, salta gli avversari come birilli, a destra o sinistra non cambia nulla, per i difensori della Sampdoria è stato un incubo. «Sembrava Cristiano Ronaldo», ha scherzato Mihajlovic a fine partita. Il paragone è irriverente, la stoccata ai propri difensori chiara («Per fermarlo servono anche i giocatori adatti, io qualche botta gliel’avrei data ma bisogna prima prenderlo»), però la sostanza non cambia: questo Felipe è una manna per la Lazio. «È vero – ha ammesso Pioli – Aveva solo bisogno di fiducia, le qualità le ha sempre avute e ora stanno venendo fuori». Pioli può sorridere, Felipe anche. «Ringrazio Dio e la mia famiglia – ha dichiarato il brasiliano – Mi hanno aiutato molto. E poi il mister, mi dà fiducia e questo è importante. Sto giocando bene ma posso migliorare ancora, devo lavorare e seguire i consigli di Pioli. Ma l’importante è la squadra. Contro la Samp abbiamo giocato una grande partita, questa è la strada giusta verso il terzo posto, il nostro obiettivo: possiamo farcela se manteniamo i piedi per terra». Con questo Felipe, in effetti, tutto sembra possibile per la Lazio. Forse anche la Champions. «Siamo un’ottima squadra – ha riconosciuto Pioli – in campo avevo un tridente offensivo forte, in panchina tre attaccanti altrettanto forti, se non anche di più. Come faccio giocare Candreva adesso? La concorrenza può solo farci bene. Una possibilità potrebbe essere il 4-2-3-1, con sacrificio possiamo fare tutto anche se il nostro centrocampo è stato costruito per giocare a tre. Adesso, però, dobbiamo stare attenti, perché abbiamo trovato un equilibrio e bisogna insistere così: sarà mio compito scegliere gli attaccanti che stanno meglio e con le caratteristiche adatte per mettere in difficoltà gli avversari».

Contro la Roma si va avanti con il 4-3-3, quindi. Per Pioli le scelte saranno difficili, perché anche contro la Sampdoria Mauri ha dimostrato la sua importanza tattica nel gioco biancoceleste. E allora Candreva potrebbe davvero sedersi ancora una volta in panchina, perché questo Anderson è davvero impossibile da togliere. «Teniamo molto alla sfida contro la Roma – ha rivelato il brasiliano – contiamo sulla spinta dei tifosi per vincere. Personalmente non sono ancora riuscito a segnare ed esultare sotto la Nord, voglio farlo presto». Il derby è vicino.

IL TEMPO