Fattore Wandanovic e l’Inter dilaga

Icardi_Lopez

E niente, pensavamo di averle viste tutte, ma sbagliavamo. La partita condizionata da una donna, questa ci mancava. La prima mezz’ora di Samp-Inter è stata un regolamento di conti, la prosecuzione sul campo della nota telenovela amorosa tra Wanda Nara, Mauro Icardi e Maxi Lopez. All’intervallo deve essere successo qualcosa, forse negli spogliatoi si sono parlati, e nella ripresa la tensione è scemata, ma quei primi 30 minuti resteranno a futura memoria: la volta che Wanda Nara mandò fuori giri 22 calciatori, l’arbitro e uno stadio intero. Il potere della seduzione. Wanda più le paratissime di Handanovic, il fattore «Wandanovic». Il risultato ha un certo peso specifico: l’Inter di Walter Mazzarri ha travolto la Samp di Sinisa Mihajlovic, ieri in tribuna perché squalificato, e non è un mistero che il secondo ambisca alla panchina del primo. Assalto respinto, per ora. Il successo è stato netto, ma non si può dire che l’Inter sia guarita e che tutto sia risolto. Acuto rimpianto interista per le vittorie buttate contro Livorno e Bologna, due insulsi pareggi: con quattro punti in più oggi i nerazzurri sarebbero nella scia della Fiorentina e avrebbero ottime chance per il quarto posto. A questo punto della stagione cinque gradini di distacco rischiano di essere troppi.

Cinema Calcio ai confini del cinema, questo è stato il primo tempo di ieri a Marassi. Lui, lei e l’altro, il titolo del film. Lei (Wanda) non c’era, ma era come se ci fosse. L’altro (Icardi) ha segnato e ha fatto imbestialire la Sud, gradinata degli ultras blucerchiati: «Uccidetelo, uccidetelo», coro primitivo, che non sentivamo da una vita. Lui (Maxi Lopez) si è fatto parare da Handanovic il rigore del possibile pareggio. Col senno di poi è lecito chiedersi se fosse proprio il caso di dare l’incarico a Maxi, quel rigore pesava una tonnellata, conteneva troppe cose. Per giunta, poco dopo, Eder si è fatto espellere per doppio giallo, simulazione più reazione e proteste. Se fosse stata fiction avremmo detto: ma va là, che esagerazione. Era tutto vero e non era finita lì. Sopra di un uomo e di un gol l’Inter nella seconda parte del primo tempo si è salvata grazie a tre miracoli di Sant’Handanovic sullo stesso Maxi Lopez (tiro angolatissimo), su Sansone (gran punizione) e su Soriano (girata da pochi passi). L’intervallo ha funzionato da defibrillatore e la ripresa è filata via meno isterica. L’Inter ha fatto valere la superiorità numerica e ha annichilito la Samp con altri tre gol: Samuel di testa, Icardi dalla linea di fondo (doppietta, quota 8 in classifica marcatori) e Palacio dopo dai e vai con Alvarez.

Analisi Difficile analizzare questa partita anomala. Se si sta al risultato, è facile: l’Inter ha vinto 4-0 e un 4-0 è sentenza di Cassazione. Handanovic migliore in campo, con voto straordinario, è però più di un indizio, è la prova che l’Inter, in vantaggio di un gol e di un uomo, non è stata capace di chiudere subito l’incontro, ma ha dovuto aggrapparsi al suo portiere. Non si può non tenerne conto. Se al posto dello sloveno ci fosse stato un portiere normale, la Samp avrebbe pareggiato e chissà che partita sarebbe venuta fuori. Mazzarri dovrebbe interrogarsi: una grande squadra non subisce così in 11 contro 10. La ripresa ha messo le cose a posto e l’allenatore ne ha approfittato per fare una piccola prova di difesa a quattro, movimenti a scalare degli esterni a seconda della fascia da cui attaccava la Samp. L’Inter ritorna quinta in solitaria, con due punti di vantaggio sul Parma: sabato al Tardini lo scontro diretto dirà chi è più forte e chi più merita. Il pomeriggio di Marassi lascia in eredità una riflessione: sarebbe demenziale cedere Handanovic, Kovacic e/o Icardi. Non ci vuole un genio per capire che questa dovrà essere la spina dorsale dell’Inter che verrà.

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