«Farò esplodere le ambasciate» Studente turco espulso dall’Italia

Semih Dundar

Bologna, Milano, Pioltello, Varese, Roma: il centro Nord stretto nella minaccia terroristica predispone la sua difesa. Tanto che ieri negli uffici della Questura di Bologna si è svolto un mega vertice tra tutti i capi delle Digos del Centro Nord d’Italia. Come reagire a un’aggressione che lo stesso ministro dell’Interno Angelino Alfano definisce «imminente»? Sono tante le iniziative di contrasto, non ultima quella delle espulsioni dei personaggi indesiderati. E l’ultimo del quale è stata resa nota l’identità è un giovanissimo dottorando turco di Fisica. Si chiama Furkan Semih Dundar, ha 25 anni, ed era riuscito a entrare alla Normale di Pisa dopo aver superato una severa selezione per titoli e colloquio. Esperto in buchi neri e della cosiddetta “teoria delle stringhe”, il giovane è stato rimpatriato a dicembre scorso per sospetto terrorismo. I servizi di intelligence sarebbero riusciti a “intercettare” la sua posta, l’attività del suo computer, e alla fine hanno individuato mail che Furkan aveva inviato a siti governativi italiani e statunitensi, minacciando di farsi esplodere davanti alle ambasciate.
LA PERQUISIZIONE
Le indagini sono scattate proprio sulla base di questi messaggi. E subito dopo la Procura di Pisa lo ha iscritto con l’accusa di procurato allarme. Gli accertamenti della polizia, delegati alla Digos, hanno poi portato a una perquisizione nel domicilio pisano del giovane dove sarebbero stati rintracciati e sequestrati il telefono cellulare e il tablet che avrebbe utilizzato per inviare le minacce. Il 26 dicembre scorso Semih Dundar è stato prelevato, accompagnato al Cie di Roma e successivamente rimpatriato in Turchia con atto notificato dalla prefettura pisana.
IL DOTTORATO
La sua permanenza in Italia è stata decisamente breve. Il dottorando turco aveva superato la prova di ammissione al corso di perfezionamento in fisica della Scuola Normale di Pisa classificandosi al terzo posto su sette disponibili per l’accesso al Phd, il dottorato. Per tutti si trattava di uno studente brillante. La prova è stata sostenuta a luglio, e a novembre ha iniziato il corso. Grande stupore da parte dell’Università davanti alla notizia. «Selezioniamo i nostri allievi in base al loro talento – ha tenuto a specificare il direttore Fabio Beltram – non possiamo certo vigilare sul web e sulle loro opinioni personali. Nel caso specifico, tra l’altro, tutto è accaduto in fretta e questo studente è rimasto a Pisa poche settimane». Prima di lui nella famosissima Scuola pisana sono passati allievi del calibro di Enrico Fermi, Carlo Azeglio Ciampi, e moltissimi altri.
Dundar è stato selezionato «in base al suo curriculum e a un colloquio nel quale è stata verificata la sua competenza nella fisica dei buchi neri e della connessione di questa con la teoria delle stringhe». Ma – prosegue il direttore – «è giunto in città solo a novembre. Ho saputo che alloggiava in un appartamento di via Volturno, non distante dal centro storico. Credo abbia fatto in tempo a frequentare pochissime lezioni. Semmai mi ha colpito l’efficienza del sistema di intelligence che in poche settimane ha messo il soggetto in condizioni di non nuocere». Il 25enne condivideva l’appartamento con un altro inquilino, e di lui si ricordano in pochi. Le foto su Facebook lo ritraggono allegro, impegnato a farsi dei selfie con baffi o senza, pizzetto e occhiali. Ma anche a scrivere commenti sulle lezioni e i corsi di Fisica che tanto sembrano appassionarlo.
POCHI NOMI
La sua espulsione e tutte le altre avvenute nell’ultimo mese sono state al centro dell’audizione al Comitato Schengen, del vice direttore di Europol, Eugenio Orlandi, il quale ha sottolineato quanta ritrosia ci sia dai parte di molti paesi europei a fornire informazioni sui sospettati. Europol ha i nominativi di appena 387 soggetti, forniti da soli 4-5 paesi tra cui l’Australia, che non fa parte dell’Ue, mentre, in realtà, sono 4-5 mila.

Il Messaggero